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Tratto da
IL CENTAURO anno 13
marzo 2007 numero 111
Dopo una lunga serie di
rinvii, dall’ 11 Dicembre in tutta Italia è partita la nuova procedura
per il rilascio e il rinnovo dei documenti di soggiorno ai cittadini
stranieri.
La
rinnovata modalità, prevista dal Ministero dell’Interno in
collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, Poste
Italiane S.p.A. e gli Istituti di Patronato, ha l’obiettivo di
semplificare e migliorare il processo di erogazione del servizio e non
ha precedenti in Europa per dimensione e complessità.
Introdotto con il decreto 3
agosto 2004, firmato dal Ministro dell'Interno di concerto con il
Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, il nuovo permesso di
soggiorno elettronico per gli extracomunitari in Italia offre una
soluzione completa e intuitiva per semplificare al massimo i problemi di
gestione degli oltre 700mila immigrati regolarizzati in base alle
disposizioni della legge Bossi-Fini. E, dopo di loro, sarà la volta di
tutti gli altri immigrati chiamati a rinnovare il permesso di soggiorno.
Terminata la fase di rodaggio avviata poco più di un mese fa in
cinque province pilota
(Ancona, Brindisi, Frosinone, Prato, Verbano-Cusio-Ossola),
viene estesa in tutta Italia la nuova procedura che
renderà anche più veloci tutte le pratiche, semplificando il rilascio
dei permessi di soggiorno che, in questa nuova veste elettronica,
secondo le intenzioni, saranno pronti al massimo entro 45 giorni dalla
domanda.
La
rivoluzione
Pochi lo sanno ma in
contemporanea con l’avvio delle nuove procedure, parte anche il
programma triennale di sperimentazione finalizzato all’attuazione del
processo di trasferimento ai Comuni delle competenze amministrative in
materia di immigrazione. Il programma è finalizzato all’individuazione e
allo sviluppo di nuovi processi necessari alla realizzazione di un
sistema di gestione ottimale delle procedure amministrative da parte dei
Comuni e si concluderà con una nuova proposta normativa che vede il
sistema dei Comuni al centro della governance in materia di
immigrazione.
La
sperimentazione del programma triennale coinvolge il Ministero
dell’Interno, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani che si avvale
della propria struttura operativa Ancitel S.p.A., i Comuni di Ancona,
Brescia, Firenze, Lecce, Padova, Prato, Ravenna, il Consorzio dei Comuni
di Portogruaro e la Provincia Autonoma di Trento. Tre i gruppi di lavoro
previsti dall’ANCI per l’organizzazione del lavoro nell’arco dei 3 anni:
1) il primo
avrà il compito di curare la parte normativa con particolare riferimento
alle modifiche che sarà necessario introdurre per attuare il passaggio
di competenze;
2) il
secondo avrà il compito di individuare il nuovo modello informatico
destinato ai comuni;
3) il terzo
sarà una vera e propria cabina di regia che avrà il compito di curare i
rapporti e la comunicazione tra i soggetti coinvolti in questa nuova
fase e cioè Associazioni, Patronati, Province, Regioni.
L’ANCI, nel
complesso, avrà la responsabilità di studiare e di evidenziare le buone
prassi amministrative già attuate da molti Comuni nonché quella di
mettere a punto il sistema informativo per arrivare all’ultimo anno con
la verifica della sperimentazione già avviata.
Che dire,
visto come vanno le sperimentazioni in Italia, che Dio ce la mandi
buona!
Un pò di
storia
Il nuovo permesso di soggiorno formato card nasce da lontano,
nell’anno 2002, quando il regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio,
del 13 giugno 2002, stabilisce che il permesso di soggiorno su supporto
cartaceo deve essere sostituito, all'atto della richiesta del primo
rilascio o del rinnovo dello stesso, dal permesso di soggiorno
elettronico.
E’ una rivoluzione, non solo perché si introduce un nuovo modello
dal formato card con buoni sistemi di sicurezza antifalsificazione, ma
soprattutto perché viene agevolato il controllo per il fatto che il
modello di documento sarà utilizzato in tutti i paesi della Comunità
Europea.
E’ nel corso dell’estate di
due anni dopo (2004), in un torrido mese di agosto, che il Ministro
dell’Interno firma il D.M. 3 agosto 2004 che determina le regole
tecniche di sicurezza relative al permesso ed alla carta di soggiorno.
Il provvedimento modifica il modello del documento di soggiorno
approvato con D.M. 3 aprile 1986.
Nello stesso decreto si
annuncia un decreto dirigenziale con il quale saranno determinate le
modalità per la sostituzione del permesso di soggiorno.
Dovremo attendere circa un
anno (2005 nel mese di marzo) per riprendere a parlare della
rivoluzione informatica,
annunciata da tempo, che si dice scatterà l'anno successivo (2006).
Ormai non ci sono più dubbi dato che il tutto è scritto nero su bianco
nella legge di conversione del decreto 7/ 2005.
In effetti la legge viene promulgata e pubblicata ed è la 31 marzo
2005, n. 43 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 1° aprile
2005). La norma, all’ all’art. Art. 7-vicies ter., fissa l’emissione
del nuovo documento in formato elettronico a decorrere dal 1° gennaio
2006.
Come sempre accade in Italia
i tempi non vengono rispettati, ma una tirata d’orecchi della Comunità
Europea ci costringe a correre velocemente ai ripari e così dal 16
gennaio 2006, invece del previsto permesso card, parte l’emissione del
permesso di soggiorno intermedio in attesa di quello previsto dalla
Direttiva Comunitaria.
Ora finalmente si parte
con il nuovo documento, che sostituisce i due modelli precedenti,
tuttora validi fino alla loro naturale scadenza.
All'ufficio postale
Ma vediamo cosa cambia, cominciando da chi entra per la prima volta
in Italia.
Fermo restando che entro 8 giorni lavorativi dall'ingresso, tutti i
cittadini extracomunitari devono chiedere il rilascio del permesso di
soggiorno, il nuovo sistema prevede percorsi diversi, a seconda del
motivo per cui si arriva.
In
particolare, alle Poste si rilasciano i documenti di soggiorno per
motivi di adozione, affidamento, attesa occupazione, attesa riacquisto
cittadinanza, famiglia (anche per ragazzi da 14 a 18 anni), lavoro
autonomo, subordinato, stagionale, lavoro nei casi previsti dall´art.
27, missione, motivi religiosi, residenza elettiva, ricerca scientifica,
studio, tirocinio o formazione professionale, turismo.
Oltre
quelli già citati, potranno ora essere rilasciati dalle Poste anche i
documenti per rinnovo dei permessi per apolidia e asilo, la carta di
lungo soggiorno per cittadini extraUe, la conversione del permesso, il
duplicato del permesso o della carta di soggiorno smarriti,
l’aggiornamento del permesso o della carta di soggiorno, per cambio di
residenza o nascita di figli.
I permessi
la cui competenza resta ancora alle Questure sono dunque quelli relativi
alla richiesta di asilo politico (primo rilascio), apolidia (primo
rilascio), motivi umanitari, cure mediche, gara sportiva, giustizia,
integrazione del minore, invito, minore età.
Presenteranno domanda all'ufficio postale anche i cittadini
extracomunitari che devono chiedere il rinnovo del permesso di
soggiorno, oppure quelli che hanno maturato i requisiti per chiedere la
carta di soggiorno. I cittadini di uno degli altri 24 paesi
dell'Unione Europea, potranno chiedere la carta di soggiorno per
cittadini UE sia presso gli uffici postali, che, come hanno fatto
finora, presso gli uffici immigrazione delle Questure.
Il
cittadino straniero innanzitutto dovrà andare a ritirare il kit,
composto da 2 moduli a lettura ottica simili a quelli usati per il
decreto flussi, contenente la modulistica, non più presso le Questure,
ma in uno dei 14.000 Uffici Postali presenti su tutto il territorio
nazionale. La domanda potrà essere consegnata, invece, in uno dei 5.332
Uffici Postali abilitati e nella busta vanno inseriti i documenti
riferiti alla tipologia di permesso richiesto. Va sottolineato che chi
chiede il rinnovo deve allegare anche una copia del permesso scaduto,
non l’originale. Al momento della riconsegna del kit l’immigrato dovrà
avere con sè un documento d’identità valido da esibire all’operatore e
la busta contenente la modulistica deve essere lasciata aperta.
Ma i moduli
sono estremamente complicati da compilare, per questo per una corretta
predisposizione delle domande con la nuova procedura gli immigrati
possono chiedere e ottenere l’aiuto gratuito di un esperto che li
seguirà all’occorrenza; a tale scopo, sono stati impegnati i Patronati ed alcuni Comuni i quali offrono assistenza
gratuita per la compilazione.
Con l’obiettivo di aumentare
la disponibilità e l’accessibilità delle informazioni sulla nuova
procedura, sono stati appositamente sviluppati anche i seguenti canali
informativi:
1. Il
Portale Immigrazione
(www.portaleimmigrazione.it),
che fornisce tutte le informazioni necessarie sulle procedure di
rilascio e di rinnovo del titolo di soggiorno. Un’importante novità è
rappresentata dalla possibilità di verificare lo stato di avanzamento
della propria pratica tramite un’area riservata accessibile con UserID e
la password riportati sulla ricevuta di accettazione dell’istanza
rilasciata dall’operatore postale. Il Portale inoltre fornisce l’elenco
degli Uffici Postali, dei Patronati e dei Comuni coinvolti nella
gestione delle istanze di richiesta.
2. Il
Call Center,
sviluppato e gestito in collaborazione con l’ANCI, è disponibile
gratuitamente attraverso un numero verde (800.309.309)
ed è stato realizzato nelle cinque lingue più parlate dagli immigrati in
Italia (Arabo, Francese, Inglese, Italiano, Spagnolo).
Dopo la domanda
Una volta
compilata la domanda, il kit viene portato alla posta e l’impiegato
postale ha il compito di verificare che, al momento della riconsegna,
nella busta vi siano tutti i documenti necessari per la tipologia di
permesso richiesto dall’immigrato. Inoltre, spetta al medesimo impiegato
postale il compito di verificare l’identità del richiedente
e di consegnargli la ricevuta che ha la stessa valenza dell'attuale
"cedolino". Tra il costo del servizio postale, le marche da bollo ed i
versamenti previsti per la stampa del permesso, gli interessati dovranno
pagare circa 80 euro per ogni domanda.
La domanda viene quindi inoltrata al Centro Servizi Amministrativi
delle Poste Italiana che necessariamente la scannerizza (ma questo
passaggio viene baipassato se la compilazione è avvenuta per via
informatica presso patronati, comuni o Sportello Unico) e quindi la
spedisce alle Questure competenti. I dati elettronici vanno invece
riferiti al centro informativo del Viminale che procede ad una verifica
sui precedenti penali del richiedente.
Il cittadino straniero deve attendere due convocazioni in Questura,
che arrivano per raccomandata: nel corso della prima convocazione deve
consegnare 4 fotografie e lasciare le impronte digitali, indispensabili
per la stampa del permesso di soggiorno elettronico. Quest’ultimo
documento sostituirà tutti quelli di carta che hanno una durata
superiore ai 90 giorni. Nella circostanza, l’interessato potrà
presentare, previa richiesta, eventuali integrazioni alla domanda
mentre il secondo appuntamento servirà invece al ritiro del nuovo
permesso.
Il nuovo documento
La realizzazione di tale
documento risponde alle specifiche previsioni del
regolamento (CE) n. 1030/2002
del Consiglio, del 13 giugno 2002 ed è stata ispirata alla necessità di
contare su documenti di nuova generazione che rispondano principalmente
alla domanda di sicurezza sempre più crescente in tutto il mondo.
A tal fine si è pensato ad un
documento formato card dotato di microchip e banda a memoria ottica, in
grado di fornire notizie dettagliate sul titolare, di scoraggiare le
facili contraffazioni, di consentire l'identificazione certa da parte
delle istituzioni competenti e un migliore monitoraggio dei confini del
nostro Paese.
Il documento è conforme
alle norme ISO/IEC 7816-1 e 7816-22, ed è composto da un supporto
plastico (policarbonato) delle dimensioni di mm. 53, 98 x 85,06, con uno
spessore di mm. 0,80 in conformita della norma ISO/IEC 7010-1995 per le
carte del tipo ID-1.
Sul recto a sinistra i
dati del titolare, in asso a sinistra la foto, il tutto ricoperto da una
pellicola olografica con due immagini e una zona con O.V.I. (elemento
ottico variabile).
Sul verso una banda ottica
contenente i dati del titolare, un microcip e in basso il codice ICAO.
La stampa
Nella realizzazione del
supporto fisico sono previsti tutti quegli elementi di sicurezza
propriamente tipici delle carte valori, quali:
-
Elementi grafici a
colori anti-fotocopiatura e anti-scanner;
-
Stampa a sfumatura di
colore graduale e progressiva (effetto rainbow);
-
Motivi grafici
multicolore ad elevata qualità di registro di stampa;
-
Personalizzazione con
tecnica laser engraving;
-
Inchiostri
otticamente variabili (O.V.I.);
-
Inchiostri visibili
all’ultravioletto.
Fondo di sicurezza
Su tutto il documento sono stampati, con diverse grafiche, fondini
di sicurezza utili ad evitare le riproduzioni mediante scanner. I
principali sono:
Elemento O.V.I.
Sul recto, in alto a
sinistra, è presente un elemento stampato con inchiostro ottico
variabile cangiante da oro a verde, visibile cambiando l’angolo di
osservazione.
Laser engraving
I dati di personalizzazione sono realizzati mediante incisione con
laser e si distinguono dagli altri elementi della personalizzazione per
la profondità del tratto rispetto alla superficie della carta. Con la
stessa tecnica è stato realizzato il numero del documento.
La combinazione tra la scheda
in policarbonato e l’incisione di alcuni dati con tecnica al laser
offrono una delle protezioni più sicure contro eventuali falsificazioni.
Pellicola olografica
Sul recto del documento è
applicata una pellicola trasparente applicata a caldo con due immagini
olografiche (Kinegram PCI), identiche raffiguranti un rosone con figure
geometriche con all’interno il globo terrestre su cui è realizzato in
modo speculare la lettera “E” acronimo di Europa, circondata dalle 12
stelle della bandiera europea. L’effetto cinetico è osservabile
modificando l’angolo di osservazione.
Reazioni U.V.
Il verso, illuminato da
una lampada di Wood evidenzia un fondo scuro con una luminescenza ottica
di stelle alternate all’acronimo “EU” (stampa latente).
Banda
La zona riservata alla
memoria di lettura-scrittura con tecnologia ottica si presenta come una
banda orizzontale di aspetto metallizzato brunito. Nella zona superiore
è riportata la dicitura “Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.
by Drexler Tecnology Corporation ISO standard ”.
Sulla zona inferiore della
banda è riportata una fascia recante una successione di stemmi della
Repubblica uniti da elementi a guilloche.
Nella parte di sinistra della
zona di memoria vera e propria è inserito un elemento chiamato “Embedded
Hologram”, realizzato in fase di personalizzazione, riproducente la
stessa foto presente in chiaro sul recto del documento e la numerazione
del documento stesso. Questo elemento si rende meglio visibile, come
l’ologramma, sottoponendo l’immagine ad idonea illuminazione.
Microprocessore
In grado di memorizzare un
gran numero di informazioni: i dati dell'immigrato, quelli del suo
datore di lavoro, il luogo di lavoro, la data d'inizio dell'attività
lavorativa e il suo domicilio. In una futuribile versione più complessa
arriverà persino a contenere le informazioni che si trovano sul suo
libretto di lavoro così come l'indicazione della frontiera attraverso la
quale presumibilmente lo straniero farà ritorno nel suo Paese.Prevista
anche la possibilità di inserire l’impronta digitale.
Luci ed ombre
Voglio terminare con delle
semplici considerazioni. Mi sembra che in questo paese si tenda a
semplificare le procedure ma non sempre questo va di pari passo con
alcune esigenze di sicurezza.
Ovviamente nulla da dire
sul supporto del nuovo documento, che mi sembra risponda pienamente alle
esigenze di sicurezza, ottima la banda magnetico-ottica che avevamo già
avuto modo di apprezzare sulla nuova carta d’identità, purtroppo ancora
sperimentale.
Qualche perplessità può
sorgere invece in merito all’attribuzione di compiti di verifica e
controllo agli impiegati postali che li assumono, non si capisce, in
base a quali competenze normative ed operative. E’ previsto infatti che
l’impiegato identifichi la persona che consegna la domanda e, qualora
sia tutto in regola, ne rilasci ricevuta; ma in proposito chi ci
rassicura sulla genuinità dei documenti identificativi esibiti dal
richiedente?
Possiamo dare per scontato
che, almeno allo stato, detti impiegati non hanno alcuna competenza, ne
posseggono la strumentazione adeguata, necessaria a determinare la
genuinità del passaporto esibito: bisogna dare quindi per scontato che,
almeno fino alla prima convocazione in Questura, potremmo trovare
extracomunitari muniti di cedolino (ricevuta) regolare ma con passaporto
falso !!!!!.
Sempre sotto l’aspetto del
controllo documentale rimane ancora da chiarire quello che accade in
Questura alla prima convocazione: sappiamo che lo straniero viene
sottoposto a rilievi fotodattiloscopici e di conseguenza sarà acquisita
un’associazione diretta tra volto, impronta e dati anagrafici contenuti
nel Passaporto. Ma nella circostanza sarà assicurata una postazione
dedicata al controllo di questi documenti con personale esperto che sia
in grado di determinarne la genuinità ????, oppure si continuerà a
fare, come in passato, soltanto una verifica veloce ad approssimativa.
Infine che dire sul
passaggio di competenza tra le Questure ed i Comuni!
La questione solleva
numerosi dubbi innanzitutto riferiti alla necessità di modificare un
elevato numero di norme ma soprattutto a quella di individuare i
soggetti titolati a gestire all’interno del comune la procedura di
rilascio. Si stà pensando che possano essere gli operatori di Polizia
Municipale, oppure gli impiegati amministrativi del Comune stesso? Ma
soprattutto chi si occuperà della loro indispensabile formazione mirata
a contrastare il fenomeno della falsificazione dei documenti?
Vedremo, spero solo che
questa non sia l’ennesima rivoluzione che invece di semplificare il
nostro lavoro non lo aggravi, mortificandolo per giunta con nuove
problematiche !!!
Ispettore Capo Polizia Stradale
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