Il
problema della falsificazione ha, in generale, origini remote, mentre solo
nell’era moderna il falso documentale ha assunto sviluppo e perfezioni tali da
provocare una vera e propria competizione fra astuzie, sempre maggiori, dei
falsificatori ed i mezzi fisici e chimici per la scoperta dei falsi stessi. Il
progresso delle scienze favorisce i falsificatori che dispongono di mezzi sempre
più moderni e sofisticati, ma essi aiutano anche chi - come le forze di Polizia
- deve combattere tale fenomeno. Nell’era
del computer chiunque, anche con scarse capacità e conoscenze tecniche, può
cimentarsi come falsario. Sono largamente diffusi, è noto, programmi con i
quali è possibile con estrema facilità creare, copiare o modificare qualunque
tipo di immagine e quindi formare ogni tipo di documento, anche di discreta se
non d’ottima fattura e definizione. Ma non è solo questo il problema, il
fenomeno è così diffuso che c’è chi addirittura molto più semplicemente e
spudoratamente, lavorando di fantasia spaccia per documenti di identità
qualunque cosa purché contenga una fotografia, c’è chi poi non trova di
meglio da fare che inventarsi e crearsi il suo documento, anche se di fattura
colore e contenuto completamente diverso dall’originale.
Di
conseguenza gli organi di Polizia, Polizia Stradale in testa, per i peculiari
compiti di controllo del territorio, quindi di persone e veicoli, devono
predisporre i presidi più opportuni ed adeguati a contrastare, in generale, il
fenomeno della falsificazione e più in particolare il falso documentale, tanto
più per il fatto che i documenti
di guida assumono a volte validità di attestazione sull’identità personale.
Così come sentenziava il famoso Sherlock Holmes "Non esistono delitti
perfetti, ma solo investigatori distratti" si può affermare che non
esistono documenti falsi perfetti, ma solo investigatori distratti o
impreparati.
Forse
si tende tuttora a sottovalutare il fenomeno e conseguentemente il suo
contrasto, ma non si ha idea di quanti falsi documenti, anche di pessima
fattura, passano per le mani di operatori distratti o purtroppo inesperti che
addirittura identificano e denunciano all’Autorità Giudiziaria o
Amministrativa persone che non saranno mai perseguite né mai più rintracciate
perché non meglio identificate.
A
questo proposito è interessante l’esperienza condotta dal personale della
Polizia Stradale di Rimini che in questi ultimi anni, grazie ad una particolare
attenzione al fenomeno ed ad una accresciuta esperienza e preparazione
professionale è riuscito ad individuare centinaia di falsi documentali,
esperienza che può e deve essere esportata in tutta Italia ove il contrasto al
fenomeno non appare così incisivo, a meno che non si ipotizzi in modo errato
che si tratti di un problema che interessi solo alcune zone d’Italia.
Nel
bazar del falso documentale tutto è in vendita ed in quantità industriali:
patenti di guida, permessi internazionali di guida, carte di circolazione, carte
verdi di assicurazione. Sono questi i documenti più gettonati, quelli di gran
lunga più richiesti dal mercato in quanto consentono di celare l’esatta
identità personale e contemporaneamente consentono la conduzione e circolazione
dei veicoli, strumenti necessari per lo svolgimento delle variegate attività
illecite.
Naturalmente,
per quanto riguarda i documenti di guida e circolazione di veicoli, si tratta in
assoluto di un fenomeno che interessa particolarmente cittadini extracomunitari
irregolari i quali trovano naturale, soprattutto per il loro stato di
clandestinità, munirsi di ogni tipo di documento sia d’identità personale
che per i loro veicoli.
Ma
anche gli stranieri regolari a volte " per necessità " sono costretti
a dotarsi di titoli autorizzativi alla guida che non hanno mai di fatto
posseduto, né riuscirebbero mai ad ottenere attraverso i canali leciti.
Come
già detto il fenomeno interessa maggiormente i cittadini stranieri, ed in
particolare quelli la cui presenza è più diffusa nel nostro paese. La tabella
che segue (dati Ministero dell’Interno) riporta le comunità di stranieri
regolarmente soggiornanti più presenti sul nostro territorio al 31 dicembre
1999:
Tra
questi il fenomeno del falso documentale è particolarmente diffuso e in
continua crescita in particolare tra gli Albanesi, Rumeni e Marocchini. Vi sono
poi altri stati come il Senegal e i paesi della ex Iugoslavia, che pur non
essendo tra le comunità più presenti in Italia, non sono da meno.
A
questo va aggiunto che per alcuni di questi Stati, in cui sono tuttora in uso
documenti di prima generazione privi di qualsiasi elemento di sicurezza
(Marocco, Albania), sono facilitate le falsificazioni documentali. In alcuni
casi sono addirittura più nitidi e definiti i falsi degli originali. Ma a
proposito di questo bisogna affermare che la maggior parte dei paesi si è
attrezzata o lo sta facendo con l’emissione di nuovi documenti di ultima
generazione che contengono almeno un elemento di sicurezza antifalsificazione.
In
molti casi i cittadini extracomunitari utilizzano di documenti riprodotti
attraverso tecnica di fotocopiatura di non pregevole fattura ma evidentemente
sufficienti a ingannare la maggioranza degli operatori di Polizia. Ad utilizzare
false patenti o permessi internazionali di guida sono sostanzialmente:
•
coloro che provenendo da alcuni paesi del terzo mondo non hanno mai avuto
l’esigenza di conseguire documenti di guida (Senegal, Nigeria, Repubblica
Centroafricana, Ghana)
•
i latitanti della criminalità comune e organizzata o terroristi ossia tutti
coloro che vivono in clandestinità con false generalità si pensi al fenomeno
delle mafie albanesi e cinesi e dei terroristi islamici;
•
i piccoli pregiudicati ai quali è stata ritirata la patente originale perché
sospesa o revocata;
•
i clandestini che preferiscono non " bruciare " le loro esatte
generalità.
•
gli espulsi che rientrano clandestinamente nel nostro paese.
Per
quanto riguarda invece i cittadini italiani, il fenomeno è diverso in quanto
vengono utilizzati documenti originali rubati in bianco. L’operatore tenga
sempre in mente l’enorme numero di documenti che sono rubati in bianco presso
i comuni e gli uffici della M.C.T.C. in Italia. Sono 2.500.000 circa i documenti
intestati e serie di documenti in bianco oggetto di denuncia per FURTO e
SMARRIMENTO inseriti nel C.E.D. del Ministero dell’Interno, per tanto si
comprende la vastità ed importanza di tale fenomeno.
In
particolare fanno uso di questo tipo di documenti:
•
i latitanti della criminalità comune e organizzata o terroristi ossia tutti
coloro che vivono in clandestinità con false generalità;
•
i piccoli pregiudicati ai quali è stata ritirata la patente originale perché
sospesa o revocata;
•
i truffatori che per la loro attività criminale hanno bisogno di false
generalità.
E’
praticamente sconosciuta nel territorio Nazionale la casistica riguardante false
patenti di guida italiane contraffatte, ossia riprodotte nella loro totalità,
ormai si tratta di documento con buoni sistemi di sicurezza difficilmente
riproducibili nella loro totalità, inoltre, come già detto, disponendo di
stampati originali rubati in bianco, non vi è motivo di riprodurre l’intero
documento. A questo proposito va ricordato che è buona abitudine che
l’operatore effettui interrogazione al C.E.D. dello stampato del documento al
fine di accertare se si tratta di documento rubato. Si rammenta che per
esperire tale accertamento va verificato il numero di stampato e non quello del
documento.
A
tutto questo va aggiunto il problema più recente dei documenti falsi on-line.
Negli Stati Uniti questo problema ha assunto proporzioni allarmanti. Sono tanti
e di buona qualità i documenti disponibili via Internet, dalle patenti ai
passaporti, secondo una recente ricerca il 30 per cento di tutti i documenti
contraffatti che circolano per gli Stati Uniti sono stati realizzati via
Internet. La disponibilità di false identità su Internet è un problema
crescente verso il quale va rivolta la massima attenzione, l’ha compreso per
primo il Governo americano il quale ha istituito una sotto commissione
investigativa nell’ambito del comitato per gli affari governativi del Senato.
Al termine dell’inchiesta durata cinque mesi si è scoperto che ci sono
addirittura tre modi per procurarsi documenti falsi on-line. Il primo è banale:
alcuni siti vendono direttamente le carte con il nome del cliente, altri invece
vendono programmi di altissima qualità grafica - che vengono chiamati in gergo
sagome che permettono di realizzare sul pc di casa i propri falsi, in fine
quello, un po' più complesso, di farseli da soli. Procurarsi le 'sagome' è un
gioco da ragazzi. Basta andare su qualsiasi motore di ricerca e digitare le
parole "fake id templates". Dagli Usa al Canada fino addirittura alla
Svezia, il mercato dei documenti falsi è sempre aperto e disponibile a tutti.
Come
è evidente il fenomeno nella sua complessità è allarmante.
A
tutto questo bisogna aggiungere la difficoltà degli operatori che non
dispongono di strumenti didattici e di supporto sufficienti.
Qui
si apre la vera nota dolente infatti, praticamente, per quanto riguarda
particolarmente questo settore (documenti internazionali di guida e circolazione
dei veicoli), sono le pubblicazioni più uniche che rare, poche, frammentarie e
non adeguatamente divulgate le informazioni riguardanti i modelli di documento
in uso, l’organo emittente, le caratteristiche ed i sistemi
antifalsificazione. Non esiste, o almeno non se ne conosce l’esistenza, una
banca dati sui falsi e/o sui diversi metodi di falsificazione.
Come
già detto, nella situazione attuale, è possibile che il cittadino di un
qualunque stato asiatico, sudamericano o africano spacci la sua tessera
sanitaria per una patente di guida, senza che purtroppo nessuno se ne accorga.
Appare
insufficiente quando non addirittura inesistente la cooperazione internazionale,
particolarmente difficoltosi e lunghi gli accertamenti esperiti attraverso
Interpol, soprattutto per i paesi extracomunitari, come ad esempio l’Albania,
che nonostante sia particolarmente interessata dal fenomeno, non evade le
richieste di accertamenti.
L’unico
valido aiuto arriva dalla Polizia Scientifica la quale dispone di tecnologie,
competenze e professionalità per affrontare in modo adeguato il fenomeno, ma va
detto che purtroppo non cura adeguatamente l’aspetto didattico informativo.
Poco
collaborativi anche i Consolati i quali nella maggior parte dei casi sembrano
restii nel fornire indicazioni rispetto ai documenti di guida e circolazione
trovati in possesso dei loro cittadini, anche in questo caso vi sono consolati
che non degnano neppure di una risposta gli uffici di polizia.
In
questa quasi totale mancanza di informazioni ho potuto rilevare che anche l’A.S.A.P.S.
è stata a volte interpellata da chi chiede di essere in qualche modo informato
su alcuni specifici documenti o sull’intera materia e spesso nelle risposte
colgo l’imbarazzo di chi è impossibilitato ad affrontare la materia in quanto
carente di informazioni valide ed ufficiali.
La
richiesta che viene da più parti è quella di poter disporre di un manuale con
fac-simili di documenti originali e falsi, anche se è evidente che per la
complessità della materia, dovuta all’immenso numero di documenti esistenti,
nessuna pubblicazione potrà consentire all’operatore di stabilire
nell’immediatezza del controllo se quel documento e genuino o falso. Si
possono per⁄ prendere ad esempio alcune pubblicazioni ufficiali emesse sia
dai singoli stati che dall’Unione Europea riguardanti i documenti di viaggio,
si tratta di pubblicazioni ufficiali di alta qualità che consentono
all’operatore un rapido e corretto raffronto con il documento che si sta
controllando. Mi chiedo perché non sia possibile realizzare delle pubblicazioni
analoghe sui documenti di guida e circolazione dei veicoli.
Evidentemente
l’ideale sarebbe di poter disporre di una vera e propria banca dati
computerizzata, che potrebbe essere consultata, ma anche alimentata e quindi
continuamente aggiornata con i fac-simili dei vari documenti, originali e falsi
suddivisi per continente, nazione, anno di emissione, che giornalmente passano
per le mani degli operatori e per i nostri uffici.
Per
la verità l’argomento è stato già affrontato dal Consiglio dell’Unione
Europea che, con un’Azione Comune del 3 dicembre 1998, ha stabilito
l’istituzione di un sistema europeo di archiviazione delle immagini connesso
con la falsificazione dei documenti falsi, consultabile ed aggiornabile da tutti
i paesi membri. Purtroppo, non si ha notizia che, almeno nel nostro Paese, sia
stata data vita a questo sistema.
Questa
è l’esperienza che stiamo portando avanti da circa cinque anni presso
l’ufficio di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Rimini.
Sono già circa 1000 i documenti disponibili, di questi 400 sono patenti e
permessi internazionali di guida, vi sono poi le carte di circolazione e tutti
gli altri documenti di identificazione sia originali che falsi, il tutto
corredato da caratteristiche del documento e notizie sulla nazione di emissione.
E’ un lavoro quello che stiamo facendo che può essere completato e messo a
disposizione di tutti. E’ per questo che sollecito il contribuito di tutti
coloro che vorranno fornire ogni tipo di documentazione o informazione sui
documenti di guida e circolazione di tutto il mondo. So per certo che diversi
colleghi dispongono di valida quanto preziosa documentazione che può essere
messa a disposizione di tutti, si tratta solo di raccoglierla ed archiviarla in
modo adeguato. A tutti coloro che vorranno contribuire in qualunque modo, appena
pronti, faremo pervenire i C.D. con l’intera raccolta.