Al bazar del falso

Utili consigli per individuare il falsi documentali

di Raffaele Chianca*

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  


Tratto da

IL CENTAURO anno 7 Giugno 2001 numero 60

PM anno 1 numero 2 agosto 2001


Il problema della falsificazione ha, in generale, origini remote, mentre solo nell’era moderna il falso documentale ha assunto sviluppo e perfezioni tali da provocare una vera e propria competizione fra astuzie, sempre maggiori, dei falsificatori ed i mezzi fisici e chimici per la scoperta dei falsi stessi. Il progresso delle scienze favorisce i falsificatori che dispongono di mezzi sempre più moderni e sofisticati, ma essi aiutano anche chi - come le forze di Polizia - deve combattere tale fenomeno.  Nell’era del computer chiunque, anche con scarse capacità e conoscenze tecniche, può cimentarsi come falsario. Sono largamente diffusi, è noto, programmi con i quali è possibile con estrema facilità creare, copiare o modificare qualunque tipo di immagine e quindi formare ogni tipo di documento, anche di discreta se non d’ottima fattura e definizione. Ma non è solo questo il problema, il fenomeno è così diffuso che c’è chi addirittura molto più semplicemente e spudoratamente, lavorando di fantasia spaccia per documenti di identità qualunque cosa purché contenga una fotografia, c’è chi poi non trova di meglio da fare che inventarsi e crearsi il suo documento, anche se di fattura colore e contenuto completamente diverso dall’originale.

Di conseguenza gli organi di Polizia, Polizia Stradale in testa, per i peculiari compiti di controllo del territorio, quindi di persone e veicoli, devono predisporre i presidi più opportuni ed adeguati a contrastare, in generale, il fenomeno della falsificazione e più in particolare il falso documentale, tanto più  per il fatto che i documenti di guida assumono a volte validità di attestazione sull’identità personale. Così come sentenziava il famoso Sherlock Holmes "Non esistono delitti perfetti, ma solo investigatori distratti" si può affermare che non esistono documenti falsi perfetti, ma solo investigatori distratti o impreparati.           

Forse si tende tuttora a sottovalutare il fenomeno e conseguentemente il suo contrasto, ma non si ha idea di quanti falsi documenti, anche di pessima fattura, passano per le mani di operatori distratti o purtroppo inesperti che addirittura identificano e denunciano all’Autorità Giudiziaria o Amministrativa persone che non saranno mai perseguite né mai più rintracciate perché non meglio identificate.

A questo proposito è interessante l’esperienza condotta dal personale della Polizia Stradale di Rimini che in questi ultimi anni, grazie ad una particolare attenzione al fenomeno ed ad una accresciuta esperienza e preparazione professionale è riuscito ad individuare centinaia di falsi documentali, esperienza che può e deve essere esportata in tutta Italia ove il contrasto al fenomeno non appare così incisivo, a meno che non si ipotizzi in modo errato che si tratti di un problema che interessi solo alcune zone d’Italia.           

Nel bazar del falso documentale tutto è in vendita ed in quantità industriali: patenti di guida, permessi internazionali di guida, carte di circolazione, carte verdi di assicurazione. Sono questi i documenti più gettonati, quelli di gran lunga più richiesti dal mercato in quanto consentono di celare l’esatta identità personale e contemporaneamente consentono la conduzione e circolazione dei veicoli, strumenti necessari per lo svolgimento delle variegate attività illecite.

Naturalmente, per quanto riguarda i documenti di guida e circolazione di veicoli, si tratta in assoluto di un fenomeno che interessa particolarmente cittadini extracomunitari irregolari i quali trovano naturale, soprattutto per il loro stato di clandestinità, munirsi di ogni tipo di documento sia d’identità personale che per i loro veicoli.

Ma anche gli stranieri regolari a volte " per necessità " sono costretti a dotarsi di titoli autorizzativi alla guida che non hanno mai di fatto posseduto, né riuscirebbero mai ad ottenere attraverso i canali leciti.

Come già detto il fenomeno interessa maggiormente i cittadini stranieri, ed in particolare quelli la cui presenza è più diffusa nel nostro paese. La tabella che segue (dati Ministero dell’Interno) riporta le comunità di stranieri regolarmente soggiornanti più presenti sul nostro territorio al 31 dicembre 1999:

Tra questi il fenomeno del falso documentale è particolarmente diffuso e in continua crescita in particolare tra gli Albanesi, Rumeni e Marocchini. Vi sono poi altri stati come il Senegal e i paesi della ex Iugoslavia, che pur non essendo tra le comunità più presenti in Italia, non sono da meno.

A questo va aggiunto che per alcuni di questi Stati, in cui sono tuttora in uso documenti di prima generazione privi di qualsiasi elemento di sicurezza (Marocco, Albania), sono facilitate le falsificazioni documentali. In alcuni casi sono addirittura più nitidi e definiti i falsi degli originali. Ma a proposito di questo bisogna affermare che la maggior parte dei paesi si è attrezzata o lo sta facendo con l’emissione di nuovi documenti di ultima generazione che contengono almeno un elemento di sicurezza antifalsificazione.

In molti casi i cittadini extracomunitari utilizzano di documenti riprodotti attraverso tecnica di fotocopiatura di non pregevole fattura ma evidentemente sufficienti a ingannare la maggioranza degli operatori di Polizia. Ad utilizzare false patenti o permessi internazionali di guida sono sostanzialmente:

• coloro che provenendo da alcuni paesi del terzo mondo non hanno mai avuto l’esigenza di conseguire documenti di guida (Senegal, Nigeria, Repubblica Centroafricana, Ghana)

• i latitanti della criminalità comune e organizzata o terroristi ossia tutti coloro che vivono in clandestinità con false generalità si pensi al fenomeno delle mafie albanesi e cinesi e dei terroristi islamici;

• i piccoli pregiudicati ai quali è stata ritirata la patente originale perché sospesa o revocata;

• i clandestini che preferiscono non " bruciare " le loro esatte generalità.

• gli espulsi che rientrano clandestinamente nel nostro paese.

Per quanto riguarda invece i cittadini italiani, il fenomeno è diverso in quanto vengono utilizzati documenti originali rubati in bianco. L’operatore tenga sempre in mente l’enorme numero di documenti che sono rubati in bianco presso i comuni e gli uffici della M.C.T.C. in Italia. Sono 2.500.000 circa i documenti intestati e serie di documenti in bianco oggetto di denuncia per FURTO e SMARRIMENTO inseriti nel C.E.D. del Ministero dell’Interno, per tanto si comprende la vastità ed importanza di tale fenomeno.

In particolare fanno uso di questo tipo di documenti:

• i latitanti della criminalità comune e organizzata o terroristi ossia tutti coloro che vivono in clandestinità con false generalità;

• i piccoli pregiudicati ai quali è stata ritirata la patente originale perché sospesa o revocata;

• i truffatori che per la loro attività criminale hanno bisogno di false generalità.

E’ praticamente sconosciuta nel territorio Nazionale la casistica riguardante false patenti di guida italiane contraffatte, ossia riprodotte nella loro totalità, ormai si tratta di documento con buoni sistemi di sicurezza difficilmente riproducibili nella loro totalità, inoltre, come già detto, disponendo di stampati originali rubati in bianco, non vi è motivo di riprodurre l’intero documento. A questo proposito va ricordato che è buona abitudine che l’operatore effettui interrogazione al C.E.D. dello stampato del documento al fine di accertare se si tratta di documento rubato. Si rammenta che per esperire tale accertamento va verificato il numero di stampato e non quello del documento.

A tutto questo va aggiunto il problema più recente dei documenti falsi on-line. Negli Stati Uniti questo problema ha assunto proporzioni allarmanti. Sono tanti e di buona qualità i documenti disponibili via Internet, dalle patenti ai passaporti, secondo una recente ricerca il 30 per cento di tutti i documenti contraffatti che circolano per gli Stati Uniti sono stati realizzati via Internet. La disponibilità di false identità su Internet è un problema crescente verso il quale va rivolta la massima attenzione, l’ha compreso per primo il Governo americano il quale ha istituito una sotto commissione investigativa nell’ambito del comitato per gli affari governativi del Senato. Al termine dell’inchiesta durata cinque mesi si è scoperto che ci sono addirittura tre modi per procurarsi documenti falsi on-line. Il primo è banale: alcuni siti vendono direttamente le carte con il nome del cliente, altri invece vendono programmi di altissima qualità grafica - che vengono chiamati in gergo sagome che permettono di realizzare sul pc di casa i propri falsi, in fine quello, un po' più complesso, di farseli da soli. Procurarsi le 'sagome' è un gioco da ragazzi. Basta andare su qualsiasi motore di ricerca e digitare le parole "fake id templates". Dagli Usa al Canada fino addirittura alla Svezia, il mercato dei documenti falsi è sempre aperto e disponibile a tutti.

Come è evidente il fenomeno nella sua complessità è allarmante.

A tutto questo bisogna aggiungere la difficoltà degli operatori che non dispongono di strumenti didattici e di supporto sufficienti.

Qui si apre la vera nota dolente infatti, praticamente, per quanto riguarda particolarmente questo settore (documenti internazionali di guida e circolazione dei veicoli), sono le pubblicazioni più uniche che rare, poche, frammentarie e non adeguatamente divulgate le informazioni riguardanti i modelli di documento in uso, l’organo emittente, le caratteristiche ed i sistemi antifalsificazione. Non esiste, o almeno non se ne conosce l’esistenza, una banca dati sui falsi e/o sui diversi metodi di falsificazione.           

Come già detto, nella situazione attuale, è possibile che il cittadino di un qualunque stato asiatico, sudamericano o africano spacci la sua tessera sanitaria per una patente di guida, senza che purtroppo nessuno se ne accorga.

Appare insufficiente quando non addirittura inesistente la cooperazione internazionale, particolarmente difficoltosi e lunghi gli accertamenti esperiti attraverso Interpol, soprattutto per i paesi extracomunitari, come ad esempio l’Albania, che nonostante sia particolarmente interessata dal fenomeno, non evade le richieste di accertamenti.

L’unico valido aiuto arriva dalla Polizia Scientifica la quale dispone di tecnologie, competenze e professionalità per affrontare in modo adeguato il fenomeno, ma va detto che purtroppo non cura adeguatamente l’aspetto didattico informativo.

Poco collaborativi anche i Consolati i quali nella maggior parte dei casi sembrano restii nel fornire indicazioni rispetto ai documenti di guida e circolazione trovati in possesso dei loro cittadini, anche in questo caso vi sono consolati che non degnano neppure di una risposta gli uffici di polizia.

In questa quasi totale mancanza di informazioni ho potuto rilevare che anche l’A.S.A.P.S. è stata a volte interpellata da chi chiede di essere in qualche modo informato su alcuni specifici documenti o sull’intera materia e spesso nelle risposte colgo l’imbarazzo di chi è impossibilitato ad affrontare la materia in quanto carente di informazioni valide ed ufficiali.

La richiesta che viene da più parti è quella di poter disporre di un manuale con fac-simili di documenti originali e falsi, anche se è evidente che per la complessità della materia, dovuta all’immenso numero di documenti esistenti, nessuna pubblicazione potrà consentire all’operatore di stabilire nell’immediatezza del controllo se quel documento e genuino o falso. Si possono per⁄ prendere ad esempio alcune pubblicazioni ufficiali emesse sia dai singoli stati che dall’Unione Europea riguardanti i documenti di viaggio, si tratta di pubblicazioni ufficiali di alta qualità che consentono all’operatore un rapido e corretto raffronto con il documento che si sta controllando. Mi chiedo perché non sia possibile realizzare delle pubblicazioni analoghe sui documenti di guida e circolazione dei veicoli.

Evidentemente l’ideale sarebbe di poter disporre di una vera e propria banca dati computerizzata, che potrebbe essere consultata, ma anche alimentata e quindi continuamente aggiornata con i fac-simili dei vari documenti, originali e falsi suddivisi per continente, nazione, anno di emissione, che giornalmente passano per le mani degli operatori e per i nostri uffici.

Per la verità l’argomento è stato già affrontato dal Consiglio dell’Unione Europea che, con un’Azione Comune del 3 dicembre 1998, ha stabilito l’istituzione di un sistema europeo di archiviazione delle immagini connesso con la falsificazione dei documenti falsi, consultabile ed aggiornabile da tutti i paesi membri. Purtroppo, non si ha notizia che, almeno nel nostro Paese, sia stata data vita a questo sistema.

Questa è l’esperienza che stiamo portando avanti da circa cinque anni presso l’ufficio di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Rimini. Sono già circa 1000 i documenti disponibili, di questi 400 sono patenti e permessi internazionali di guida, vi sono poi le carte di circolazione e tutti gli altri documenti di identificazione sia originali che falsi, il tutto corredato da caratteristiche del documento e notizie sulla nazione di emissione. E’ un lavoro quello che stiamo facendo che può essere completato e messo a disposizione di tutti. E’ per questo che sollecito il contribuito di tutti coloro che vorranno fornire ogni tipo di documentazione o informazione sui documenti di guida e circolazione di tutto il mondo. So per certo che diversi colleghi dispongono di valida quanto preziosa documentazione che può essere messa a disposizione di tutti, si tratta solo di raccoglierla ed archiviarla in modo adeguato. A tutti coloro che vorranno contribuire in qualunque modo, appena pronti, faremo pervenire i C.D. con l’intera raccolta.

Ispettore Capo Polizia Stradale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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