Il primo all’esigenza di produrre uno strumento sicuro sotto i
diversi aspetti della produzione, rilascio nonché utilizzo da parte del
titolare. La sicurezza non solo deve accompagnare tutti i flussi informatici
necessari al circuito di emissione, ma deve anche essere presente sul supporto
fisico al fine di scoraggiare facili contraffazioni, nonché di consentire
un’identificazione certa da parte delle istituzioni competenti.
Il secondo costituisce una novità importante rispetto alla
versione attuale della carta di identità cartacea e consiste, nel rispetto
della normativa vigente, nell'utilizzo del documento di identità come carta
servizi, attraverso l'utilizzo di tecniche di autenticazione opportunamente
combinate alla specificazione di un codice personale di identificazione (PIN).
Il terzo requisito è relativo alla necessità di dover disporre
di un supporto in grado di funzionare allo stesso modo e su tutto il
territorio nazionale nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni Centrali.
La richiesta di un servizio ad una Pubblica Amministrazione Centrale deve
essere uguale in tutti i Comuni e le diverse modalità di richiesta, a parte i
contenuti specifici del servizio coinvolto, devono conservare, ai fini
dell'usabilità da parte dell'utente, le stesse caratteristiche di
rappresentazione.
Quindi la vecchia carta di identità, che ricordiamo, salvo
alcune modifiche, è utilizzata dal 1968, ormai obsoleta e facilmente
falsificabile, finalmente sta per andare in pensione.
L’introduzione del nuovo documento fa parte di un progetto di
grande complessità e di costo elevato (è previsto un onere a carico dello
Stato ammontante a circa 250 miliardi di vecchi lire), ha richiesto un
percorso complesso di sperimentazione necessario per il perfezionamento delle
procedure tecniche, amministrative ed organizzative attraverso le quali poter
attivare l'erogazione a regime del documento.
La carta d'identità elettronica muove i primi passi, come idea
progettuale, con la "legge Bassanini" n.127 del 1997, quando apparve chiaro
che molti comuni in Italia volevano realizzare una carta della città con cui
offrire ai cittadini differenti tipologie di servizi.
Per tutto il 1998, un gruppo di lavoro costituito presso il
dipartimento della Funzione Pubblica discusse cosa dovesse essere la carta
d'identità elettronica e a quali modelli organizzativi dovesse ispirarsi.
Successivamente viene emanata la legge 191/98 ed in seguito il
D.P.C.M. 437/99 e il D.M. 116/2000 "Regole tecniche e di sicurezza relative
alla carta d'identità e al documento d'identità elettronici", seguiranno varie
Circolari Ministeriali esplicative necessarie a riformare e costituire l'
ampio contesto di innovazione tecnologica della Pubblica Amministrazione con
riferimento appunto all’ istituzione del nuovo documento.
Nel 2001 iniziata la sperimentazione della C.I.E., prevista dal
Ministero dell'Interno e dal Dipartimento della Funzione Pubblica.
La prima fase venne avviata nel 2001 con la sperimentazione in
83 Comuni e circa 170.000 carte emesse, che ha permesso di individuare i
problemi di natura tecnica, legati al software e all’hardware, relativi
all’emissione e all’utilizzo delle carte.
A seguito dei risultati positivi, il Ministero dell’interno,
d’intesa con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie, ha varato la
seconda fase del progetto in cui, recependo le indicazioni emerse dalla fase
pilota, sono state varate le nuove caratteristiche organizzative e tecniche
delle infrastrutture necessarie per la diffusione più capillare del nuovo
strumento. In questa nuova fase 2.800.000 carte sono state distribuite in 56
comuni entro la fine del 2003. A supporto delle attività è stato istituito un
gruppo di lavoro interministeriale a sua volta articolato in un sottogruppo
organizzativo-giuridico-amministrativo e in uno tecnico-scientifico.
Il processo di
emissione, ossia il flusso procedurale che porta al rilascio della C.I.E.,
inizia attraverso l'acquisizione dei dati anagrafici e biometrici della
persona, un colloquio telematico con il Ministero dello Interno: S.S.C.E.(Sistema
di Sicurezza del Circuito di Emissione) per
garantire la sicurezza dell'intero circuito di
emissione, con il S.A.I.A.(Sistema di Accesso ed Interscambio Anagrafico) e
con l'I.N.A.(Indice Nazionale delle Anagrafi) per garantire l'aggiornamento e
l'interscambio delle informazioni anagrafiche riportate nelle banche dati
settoriali della Pubblica Amministrazione, e con l'Agenzia delle Entrate (ex
Ministero delle Finanze) per l'assegnazione e la validazione dei codici
fiscali.
Detto colloquio termina con l'emissione della C.I.E., in un
tempo di produzione sperimentato,
per ciascun documento, che va
dai 10 ai 20 minuti, con un costo per l’utente di Euro 5,42 per diritti
comunali (diritto fisso e diritti di segreteria).
La CIE
materialmente e' una smart card ibrida in quanto integra nel supporto in
policarbonato una banda a memoria ottica (2,5 Mbyte),
e un
microprocessore.
Più specificamente i dati del titolare (compresa la foto) sono
impressi in modo visibile sia sul supporto fisico sia sulla banda ottica e
memorizzati informaticamente sul microchip e ancora sulla banda ottica. Il
motivo della presenza di questa doppia tecnologia e' il seguente: da un lato
la banda ottica ha una funzione di sicurezza in quanto non permette di
modificare i dati in fase di contraffazione dall'altro il microchip viene
utilizzato per consentire il riconoscimento in rete del titolare e le
"negoziazioni transnazionali" tra chi richiede il servizio e chi lo eroga; sul
microchip e' inoltre possibile ospitare dei dati immessi dalle P.A. per
accedere ai servizi qualificati da queste implementati, nonché certificati di
firma digitale. Le carte sono prodotte dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello
Stato, che provvede anche alla "inizializzazione" delle stesse, procedura che
attribuisce al documento la qualità di documento in bianco.
Le dimensioni della carta rispettano il formato standard
descritto dalla ISO/IEC 7810: 1995 per le carte d'identificazione non
embossate, altezza 53,92/54,03 mm, larghezza 85,47/85,72 mm, spessore
0,68/0,84 mm.
IL LAYOUT DEL
DOCUMENTO
Il layout del documento la cui descrizione è pubblicata
sulla G.U. n. 169 del 21 luglio 2000 contenente il DM 19 luglio 2000,
prevede sul recto una zona superiore destinata a contenere la foto e i
dati personali del titolare del documento, ed una zona inferiore destinata
alla lettura automatica dei dati di personalizzazione; in questa zona sono
riportati i dati personali, visibili in chiaro nella zona sovrastante,
codificati su tre stringhe con caratteri OCRB, leggibili in automatico con
gli appositi lettori.
Sul verso, oltre ad ulteriori dati di personalizzazione, è
presente il chip, un ologramma di sicurezza e la banda di memoria ottica.
Naturalmente il
nuovo documento integra alcuni sistemi di sicurezza antifalsificazione tra i
più diffusi e tecnologicamente avanzati. Gli standard di sicurezza previsti
sono molto elevati e sono attivi sin dalla fase di richiesta, per poi
proseguire durante l'emissione, nonché al momento dell'utilizzo del documento
da parte del titolare.
INCHIOSTRI
La stampa del documento è realizzata mediante l'impiego di
inchiostri dotati di caratteristiche speciali, quali:
·
Inchiostri
fluorescenti (visibili pertanto solo all'ultravioletto) La fluorescenza è la
capacità di alcuni materiali di emettere luce quando vengono colpiti da raggi
ultravioletti o da altri tipi di radiazioni (anche luce visibile, in tal caso
emettono luce di colore diverso), il nome deriva dalla fluorite, minerale di
calcio e fluoro, alcuni campioni del quale sono, appunto, fluorescenti, ed è
stato proprio nella fluorite che il fenomeno è stato scoperto.
·
Inchiostri interferenziali; Si tratta di inchiostri che in
relazione al punto di osservazione e alla disposizione della fonte luminosa
fornisce una risposta cromatica cangiante.
· Inchiostri ti tipo OVI (Optical Variable Ink)
In sostanza si tratta di
immagini o testo
stampate con l'inchiostro variabile
otticamente o cangiante, argento o oro e altri colori, otticamente
si rendono particolarmente
visibili e cambiano colore solo inclinando il documento. Gli elementi ottico
variabili non possono essere fotocopiati o alterati.
Inchiostri fluorescenti
Stampa invisibile fluorescente- Sotto illuminazione con lampada
U.V. il documento apparirà uniformemente scuro e al centro si evidenzierà,
in colore rosa un'immagine rappresentante il globo terrestre con la
dicitura "CIE" (Carta Identità Elettronica) in primo piano. Invisibile
alla luce diurna.
OVI (Optically
Variable Ink)
Sul recto nella parte superiore spigolo destro è stampata
una piccola immagine dell’Italia. La stampa di questo elemento è
realizzato mediante serigrafia con inchiostro ottico variabile cangiante
dal colore rosa al colore verde con il variare dell'angolo d’osservazione
STAMPA
Nella realizzazione del supporto fisico della CIE sono previsti
tutti quegli elementi di sicurezza propriamente tipici delle carte valori,
quali:
-
Motivi anti-fotocopiatura a colori;
-
Motivi anti-scansione;
-
Motivi grafici multicolore;
-
Embedded Hologram (ovvero, incisione grafica su banda
ottica);
-
Stampa a sfumatura di colore graduale e progressiva (effetto
rainbow);
-
Processo di masterizzazione con stampa ad alta risoluzione di
immagini direttamente su film ottico
La stampa della CIE presso i Comuni od i Centri Servizi è
realizzata mediante la tecnica della termografia a colori su policarbonato.
Al fine di garantire l'uniformità della compilazione grafica su
tutto il territorio nazionale è stato realizzato un apposito "font" di
caratteri che viene distribuito contestualmente al software di sicurezza del
SSCE.
Inoltre al termine del processo della stampa termica, viene
applicato sul fronte un "overlay" di circa 12 micron al fine di garantire la
durata del documento nel tempo, oltre i 5 anni previsti.
Microscrittura
Microscrittura -
sul verso del documento, i contorni della stella del logo della Repubblica
Italiana sono composti da microscrittura, sotto opportuno ingrandimento la
linea si mostrerà composta da una microscrittura, in positivo, recante,
ripetuta, la dicitura "CIE".
Recto:
Microscrittura
- sul recto del documento, nella zona di separazione tra la parte superiore
del documento e quella inferiore per la lettura automatica è presente una
striscia di colore azzurro: sotto opportuno ingrandimento la striscia si
mostrerà composta da una microscrittura, in positivo su fondo bianco, recante
la dicitura "REPUBBLICA ITALIANA".
La striscia
sormonta la parte bassa della foto del titolare.
Laser engraving
al punto 1. dei dati di personalizzazione è indicato il nome
del Comune che ha rilasciato il documento; questo elemento è realizzato
mediante incisione con laser e si distingue dagli altri elementi della
personalizzazione per la profondità del tratto rispetto alla superficie della
carta. Con la stessa tecnica sono realizzate le numerazioni del documento
ripetute sul recto e sul verso, nell'apposito spazio sotto l'ologramma.
La combinazione tra la scheda in policarbonato e l’incisione di
alcuni dati con tecnica al laser offrono una delle protezioni più sicure
contro eventuali falsificazioni.
Fondo di
sicurezza
Su tutto il
documento sono stampati, con diverse grafiche, fondini di sicurezza utili ad
evitare le riproduzioni mediante scanner.
I principali
sono:
Recto:
Fondo di sicurezza con (2) elementi variabili di colore blu.
Verso:
Fondino di sicurezza: restituzione grafica di immagine in scala di grigi con
elemento grafico di colore blu.
OLOGRAMMA
Sul verso, nell'angolo destro in alto è applicato a caldo un
ologramma di sicurezza metallizzato-alluminio, realizzato con tecnica mista
Dot-Matrix + 2D/3D. L'ologramma presenta diverse apparenze secondo le
condizioni di osservazione.
In primo piano appare lo stemma della Repubblica circondato
dalla raffigurazione di un'orbita satellitare; la stella dello stemma della
Repubblica e l'interno della ruota dentata mostrano un effetto cinetico di
contrazione-espansione ruotando l'ologramma sia intorno all'asse verticale che
intorno all'asse orizzontale.
La microscrittura "REPUBBLICA ITALIANA" appare prospetticamente
in secondo piano.
Se si ruota l’ologramma intorno all’asse orizzontale i colori
dell’immagine variano dal rosso al blu seguendo la successione dei colori
dell’arcobaleno.
BANDA
OTTICA
Già dalle prime fasi progettuali venne individuata l’esigenza
di trovare una tecnologia che permettesse elevati standard di sicurezza, un
riconoscimento in rete, e una lettura a vista dei dati.
Tale tecnologia è stata
individuata nell'utilizzo della banda laser che consente la scrittura di un
ologramma recante la fotografia, il codice fiscale e le altre informazioni
anagrafiche in modo sicuro (l'accesso in scrittura è possibile al solo il
comune di emissione della carta) e indelebile (una volta scritto l'ologramma
sulla banda laser non può più essere modificato). In modo estremamente
sintetico e in parte impreciso, si può dire che l'ologramma sulla banda laser
sostituisce la fotografia con timbro a secco presente sugli attuali documenti
di riconoscimento.
Oltre a tale caratteristica, la banda laser consente di
ottenere un'elevata sicurezza informatica, quindi non visibile a occhio nudo,
ma riscontrabile con opportuni lettori, in quanto contiene la sequenza di
tutte le autorizzazione necessarie al processo di produzione, formazione ed
emissione della carta d'identità elettronica: solo quando l'ultima
autorizzazione viene memorizzata su di essa, il documento risulta essere un
documento valido. Il supporto, inoltre, consente la possibilità di
memorizzare, in modo non riscrivibile, informazioni per milioni di caratteri
(circa quattro megabyte).
La zona riservata alla memoria di lettura-scrittura con
tecnologia ottica si presenta come una banda orizzontale di aspetto
metallizzato brunito. Nella zona inferiore sono riportate delle diciture tra
cui, nella parte sinistra, la ditta di produzione “Istituto Poligrafico e
Zecca dello Stato S.p.A.”. L'affidabilità e l'inalterabilità dei dati è
garantita dalla tecnologia di scrittura WORM (write one, read many) e dalle
metodologie di identificazione e correzione d'errore.
Il sistema WORM consente la memorizzazione permanente dei dati
in formato digitale sulla banda laser; inoltre garantisce la possibilità di
aggiungerne di nuovi senza però poter modificare in alcun modo quelli già
esistenti.
L'utilizzo di metodi di identificazione e correzione d'errore
nella banda laser assicurano un elevata conservazione dei dati stessi, in
quanto consentono la ricostruzione delle informazioni digitali perse per cause
accidentali.
Sulla zona superiore della banda è riportata una fascia di 3 mm
recante una successione di stemmi della Repubblica uniti da elementi a
guilloche.
Nella parte di sinistra della zona di memoria vera e propria è
inserito un elemento chiamato “Embedded Hologram”, realizzato in fase di
personalizzazione, riproducente la stessa foto presente in chiaro sul recto
del documento e la numerazione del documento stesso. Questo elemento si rende
meglio visibile, come l’ologramma, sottoponendo l’immagine ad idonea
illuminazione.
MICROCIRCUITO
La carta di identità possiede un microchip che genera una
coppia di chiavi asimmetriche, con la peculiarità che la chiave privata non è
esportabile e la chiave pubblica viene inserita, insieme ad altre informazioni
anagrafiche del titolare, in un certificato inserito nella carta e
sottoscritto digitalmente dal ministero dell'Interno che è responsabile e
garante dell'intero sistema di sicurezza che sottende i processi di
produzione, formazione ed emissione. Il sistema di sicurezza del ministero
dell'Interno, in verità, è quello che permette la centralizzazione virtuale
delle informazioni che ruotano attorno alla carta d'identità elettronica,
infatti può essere paragonato ad un caveau di banca dove le
informazioni vengono archiviate, in maniera crittografata, e solo il
proprietario dei dati può accedere, tramite la sua chiave privata, a quelle di
sua competenza.
La salvaguardia della privacy è fatta salva e nessuno ha
visibilità delle informazioni fatta eccezione di quelle di propria competenza,
per cui i comuni potranno accedere a certi dati, le questure territorialmente
competenti ad altri e così via. Una cosa è certa: nessuno può accedere a tutte
le informazioni della carta d'identità elettronica e non esiste alcuna "banca
dati" centralizzata.
Il microcircuito contiene tre tipologie di dati, quali:
-
Informazioni proprie dell'hardware e del software; la
registrazione di tali dati può avvenire solo dopo il superamento di
particolari condizioni di test ed, il termine della sua effettuazione
comporta l'aggiornamento dei diritti di accesso agli stessi al fine
d'impedirne una successiva alterazione.
-
Informazioni anagrafiche dei titolari; la registrazione di
tali dati può avvenire solo dopo il superamento di particolari condizioni di
test ed, il termine della sua effettuazione comporta l'aggiornamento dei
diritti di accesso agli stessi al fine d'impedirne una successiva
alterazione.
-
Dati della Carta Servizi; l'accesso a questi dati è possibile
solo previo consenso del titolare espresso tramite la digitazione del codice
PIN.
Quest'ultima tipologia va ulteriormente divisa in;
-
Dati individuali aggiuntivi; sono informazioni relative al
titolare che vengono registrate sulla carta ad integrazione delle
informazioni anagrafiche e che possono essere utilizzate ai fini
dell'erogazione di servizi. Esse hanno la caratteristica di estendere
l'identità del titolare, non essere specifiche di un servizio ed essere
immodificabili a seguito dell'erogazione dei servizi stessi. vengono
registrate (o modificate) sulla CIE a seguito di una esplicita richiesta del
titolare e, di fatto, consentono l'accesso della carta ai servizi delle
Amministrazioni locali e centrali la cui erogazione è imprescindibile da
queste.
-
Dati relativi ai singoli servizi; l'elenco di questi dati
viene definito ed aggiornato dal Dipartimento della Funzione Pubblica,
d'intesa con il Ministero dell'Interno e l'ANCI (Associazione Nazionale dei
Comuni d'Italia). I dati relativi ai singoli servizi sono delle informazioni
registrabili sulla carta (ed eventualmente modificabili durante l'erogazione
del servizio) che consistono in attributi del titolare della CIE funzionali
esclusivamente all'amministrazione erogante il servizio stesso.
Microcircuito
La protezione dei dati conservati nella carta è realizzata su
due distinti livelli: uno fisico e l'altro logico.
A livello fisico è lo stesso produttore del chip che provvede a
mascherare indelebilmente il sistema operativo proteggendolo tramite una
chiave segreta di sua esclusiva conoscenza.
A livello logico, invece, la protezione è gestita da due
differenti entità: quella che inizializza la CIE e l'ente che la personalizza.
Quindi finalmente un documento estremamente sicuro che ci pone
al passo con altre nazioni europee che in questi ultimi tempi stanno
riconsiderando i loro documenti identificativi. Dopo l’11 settembre con il
problema del terrorismo internazionale tutti sono consapevoli che bisogna
assolutamente elevare gli standard di sicurezza dei nostri documenti.
Ma in questo caso è stato fatto molto di più, la CIE oltre ad
essere un documento identificativo sicuro, agevola il controllo da parte degli
organi di polizia, permette un’acquisizione e una gestione dei dati semplice
sicura e veloce e diventerà uno strumento di servizio per il cittadino il
quale la utilizzerà per innumerevoli servizi, da quelli più importanti come
sanitari o fiscali, ma anche molto più semplicemente per pagare il parcheggio
o come biglietto d’ingresso al museo della propria città.
L’unico problema che mi sembra di poter rilevare, avvertito
anche dalla stessa Comunità Europea, è la mancata armonizzazione dei nuovi
documenti emessi dai vari stati della U.E.. In questi mesi si sta cercando
delle soluzioni che consentano l'interoperabilità fra le carte di diversi
produttori, o fra i vari prototipi di carte emesse a livello europeo. Mi
sembra che si stia perdendo l’occasione per l’adozione di una carta d’identità
europea, che potrebbe rendere ancora più semplice e soprattutto sicuro lo
spostamento dei cittadini all’interno dell’unione.
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Regio Decreto 18.6.31, n. 773
- Approvazione del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza
Regio Decreto 6.5.40, n. 635
- Approvazione del regolamento per l'esecuzione del T.U. 19.6.31, n. 773 delle
Leggi di pubblica
sicurezza
Decreto del Presidente della Repubblica 30.12.65, n. 1656:
- Norme sulla circolazione e soggiorno dei cittadini degli Stati membri della
CEE
Legge 21.11.67, n. 1185:
- Norme sui passaporti
Decreto del Presidente della Repubblica 6.8.74, n. 649:
- Disciplina dell'uso della carta d'identità e degli altri documenti
equipollenti al passaporto ai fini
dell'espatrio
- D.P.R. 28.12.200 n. 445:
"Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa"
- D.P.C.M. 22/10/1999 n. 537
- D.M. 19/7/2000