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Tratto da IL CENTAURO anno 11 numero
104
L’allarme è ormai
suonato! Già... l’allarme! Sto parlando dell’allarme sociale legato
all’uso indiscriminato su tutto il territorio nazionale di certificati,
contrassegni e polizze di assicurazione per la copertura della R.C. Auto
apocrife, false, contraffatte e/o alterate. Sì..., proprio così,
apocrife, false, contraffatte e/o alterate.
Non facciamone
mistero, almeno tra noi che tutti i giorni siamo in prima linea, poichè
appartenenti ai servizi di polizia stradale, di tutti i servizi di
polizia stradale previsti dall’Art. 12 del vigente Codice Stradale,
siano quelli predisposti dalle amministrazioni dello Stato che dalle
amministrazioni Locali. In altri scritti, autorevoli colleghi ed Amici
hanno già ben introdotto l’argomento. L’allarme sociale che solleva
l’utilizzo di documenti assicurativi falsi, contraffatti e/o alterati,
il disagio del terzo danneggiato, colpevole solo di essere transitato
per quella via e magari anche parte lesa che ha avuto la peggio, a
quell’ora, nel momento in cui transitava il Signor "X", - mi piace
definirlo così, ma preferirei usare altri epiteti molto più calzanti, ma
sempre e comunque un delinquente, - il quale non si cura di ogni benché
minima regola civile (ed in questa affermazione mi voglio allargare a
tutte le regole del buon convivere sociale e non solo riferirmi agli
obblighi ed agli adempimenti dettati dal C.d.S.). Purtroppo, il signor X
ha pensato di assicurare il mezzo con la “compagnia di assicurazioni del
sapone”... “La compagnia di assicurazioni del sapone”. Sì... del
sapone... perché proprio come questa sostanza, che ha il pregio ed il
garbo di detergere, pulire, in qualche caso anche di profumare, il
documento assicurativo (appunto rilasciato dalla “compagnia del
sapone”), come la rinomata sostanza, ha la caratteristica innata di
sciogliersi, di diluirsi ed infine di dissolversi, proprio come il
sapone che, a contatto con “nostra sorella acqua” che est pura et
fresca... (San Francesco d’Assisi)..., non appena il terzo incolpevole
denunzia alla propria compagnia l’avvenuto sinistro, spesso presentando
un CID accuratamente compilato in ogni sua parte. Ovvero quando
interveniamo come addetti ai lavori nei rilievi di rito. Ma allora cosa
fare? Come comportarsi? Come poter autotutelarsi? In caso di incidente
stradale è bene richiedere sempre l’intervento di uno degli organi
preposti alla rilevazione che sono dettagliatamente indicati nell’art.
12 del vigente Codice della Strada.
Il personale che interverrà, oltre al materiale rilievo del sinistro per
accertarne le responsabilità, avrà cura di controllare tutti i documenti
di circolazione e di sottoporre quindi ad un primo screening anche i
documenti assicurativi. E se si tratta di un incidente con soli danni a
cose, e gli organi preposti non possono tempestivamente intervenire? Che
si fa? In questi frangenti, oltre a compilare dettagliatamente il CID,
l’utente della strada dovrà aver cura di annotare tutti i dati
significativi della persona che ha di fronte, cercando di memorizzare
ogni utile particolare concernente il veicolo della controparte, magari
chiedendo anche l’aiuto di qualche passante che potrebbe essere
determinante a posteriori, nel caso in cui i dati assicurativi di quel
signore ("così distinto... così gentile... così accomodante", queste le
caratteristiche che spesso vengono descritte a posteriori in sede di
denuncia) che proprio non voleva farci perdere tempo, che ci convinceva
a non far intervenire nessuna delle forze di polizia “perché sennò sa...
con la patente a punti... qui ... poi ci rimettiamo tutti e due... anche
lei che ha ragione... " risultassero emessi dalla “compagnia del
sapone”. Valutiamo bene cosa può accadere prima dell’evento
infortunistico o prima di sottoporre quel dato veicolo ad un controllo
documenti nell’ambito del quotidiano servizio istituzionale cui siamo
preposti. Poiché nel Bel Paese il petrolio, ed il suo prezzo in crescita
esponenziale, regola da sempre la vita di noi tutti, è “normale” che i
premi assicurativi possano subire oscillazioni sempre verso l’alto,
questo perché tutto, nel sistema nostrano, sembra che sia legato
all’aumento del petrolio. Il potere d’acquisto degli stipendi, per
ragioni che non mi sembra il caso di affrontare in questa sede anche
perché non credo di essere all’altezza di illustrare problematiche
legate alla strategia economica nazionale, di fatto spingono persone che
si trovano in difficoltà finanziarie, persone che non sempre sono legate
al mondo della delinquenza, a tagliare delle spese e tra queste vi
rientra la polizza per la R.C. auto, tanto chi se ne accorge? Ritoccare
con un semplice colpo di penna a sfera la cifra 5, ad esempio, in modo
da trasformarla in un 6, gesto questo che di per sé non ha alcun valore,
ma che per le fattispecie che qui interessano consente, come d’incanto
di trasformare quel 5, che appare come ultima cifra nella data presente
su un contrassegno assicurativo ormai privo di efficacia, rendendo così
artificiosamente valido il contrassegno fino all’anno successivo.
Pensate un po’ che genialità... e senza spostarsi da casa! Non c’è
trucco e non c’è inganno, direbbe qualcuno... Ma siamo seri... Infatti
l’inganno c’è, eccome! E può costare molto caro, se pizzicati da quelli
(come noi) che "tanto non se ne accorgono". C’è poi il caso in cui il
nostro concittadino un po’ squattrinato - la fattispecie non è da
relegare solo ad extracomunitari che permangono più o meno legalmente
sul territorio Nazionale - si rivolge al suo broker di fiducia, non me
ne vogliano gli operatori del settore che esercitano onestamente, ma in
questa sede mi riferisco a casi professionali vissuti, il quale rilascia
al Signor "Y" contratto, certificato e contrassegno di assicurazione ad
un prezzo stracciato ... un prezzo così stracciato che è difficile dire
di no ... solo che ... Solo che chi gli ha rilasciato la documentazione
pretende di essere avvisato in ogni ora del giorno o della notte, nel
caso in cui il nostro Signor "Y" incorra in un incidente stradale, tanto
da poter provvedere immediatamente a porre in copertura il veicolo con
tutte le accessorie richieste dal caso. E se il Signor "Y", a fronte
delle lesioni patite nel sinistro non è in grado di avvisare il suo
“assicuratore” che succede... vi starete chiedendo? Voglio rappresentare
in questa sede, se me lo concedete, che nell’ambito del servizio
operativo che svolgo quotidianamente nella mia provincia, il
manifestarsi di situazioni analoghe a quelle che ho menzionato
incomincia a destare un certo allarme. Un allarme non ancora
preoccupante, ma che evidenzia una tipologia di condotta illecita sempre
più in crescendo che riflette un po’ quella che è la diffusione del
fenomeno a livello nazionale. In questo contesto da appartenenti alla
polizia stradale, tra un sevizio d’istituto e l’altro, ci siamo
rimboccati le maniche e abbiamo incominciato a fare da soli; mi
riferisco, ad esempio, al sito internet della World’s Vehicle Documents,
associazione di operatori di polizia di cui mi onoro di far parte,
attraverso il quale sono a disposizione di tutti i colleghi interessati
utili quanto efficaci indicazioni in ordine al controllo dei documenti
assicurativi e non solo. Anche se non intendo esaurire qui l’argomento,
che necessiterebbe di pagine e pagine per essere completamente
sviscerato, mi sembra doveroso dare qualche piccolo suggerimento almeno
per coloro che non si sono ancora imbattuti in queste fenomenologie. A
mio modo di vedere, il personale preposto ai controlli, con un po’ di
attenzione ed un po’ di buona volontà nell’apprendere minime tecniche
d’identificazione, potrà scongiurare eventuali utilizzi di documenti
apocrifi o comunque resi tali, le cui conferme giungeranno rapidissime
grazie al collegamento alla banca dati A.N.I.A. connessa al sistema
S.D.I. in dotazione alla forze di polizia, chiamando così a diretta
responsabilità gli interessati. Ovviamente in ore diurne e nei giorni
feriali, mi sembra d’obbligo consigliare, dopo aver interrogato la banca
dati A.N.I.A. in tutti i casi in cui i documenti assicurativi ci destano
sospetti o dubbi, di relazionarsi direttamente con l’Ufficio Antifrode
in seno alla compagnia emittente, al fine di ottenere tutti gli
eventuali chiarimenti richiesti dal caso concreto in ordine alla
copertura per la R.C. Auto, alla sua emissione, al codice dell’agenzia
che ha commercializzato la polizza, agli eventuali codici di riscontro.
Infatti con circolare nr. 300/A/22868/124/3 datata 23 febbraio 2004, il
Ministero dell’interno ha reso noto l’elenco ed i recapiti telefonici
dei referenti delle assicurazioni competenti per i controlli
sull’adempimento dell’obbligo assicurativo R.C. auto, e per la verifica
dell’autenticità dei certificati e contrassegni assicurativi. Per i
Comandi e Reparti che non dispongono del collegamento informatico allo
S.D.I., l’accertamento tramite A.N.I.A. può essere fatto via filo
attraverso l’utenza telefonica 02.7764.208 / 263. In tutti i casi in
cui, l’esito degli accertamenti dia conferma della falsità della
documentazione esibita, le richieste andranno formalizzate in modo da
disporre del supporto cartaceo, da allegare alla comunicazione di
notizia di reato, inoltre, quando a seguito degli accertamenti di p.g.
riusciamo a smascherare l’utilizzatore, il possessore o comunque chi
detiene a vario titolo documenti assicurativi apocrifi, falsi, manomessi
o contraffatti, e ne fa uso ovvero li commercializza, oltre agli
adempimenti in ordine agli atti di sequestro, e quant’altro è dettato
dalla vigente procedura penale, sarebbe opportuno, per uniformità di
procedura di tutte le forze di polizia sul territorio nazionale, dare
comu- orze di polizia sul territorio nazionale, dare comunicazione di
quanto accertato alla compagnia assicuratrice di cui è stato utilizzato
il logo ed il supporto documentale, magari sottratto in bianco, al fine
di ottenere l’eventuale chiamata a giudizio dei responsabili dei fatti,
riferendo altresì tale circostanza all’I.S.V.A.P. il cui compito è
quello, come indica la sigla, della vigilanza sulle assicurazioni
private istituito con Legge 12 agosto 1982, n. 576, e con sede alla Via
del Quirinale, 21 - 00187 ROMA telefono 06.42.13.31 - sito internet
www.isvap.it. Un minimo di impegno nell’osservazione delle date, dei
possibili sistemi di sicurezza, delle eventuali abrasioni e/o
cancellature negli spazi dei documenti assicurativi destinati ad
accogliere le date di emissione e scadenza, come anche la particolare
cura che deve essere prestata nell’osservazione delle modalità di
stampa, faranno sì che il furbo di turno non la faccia franca. Pensate
un po’ che soddisfazione, su strada... nell’ambito di un qualunque posto
di controllo, o a seguito di un incidente stradale, riuscire a
smascherare quel soggetto che è così vigliacco da nascondersi dietro un
tagliando falso o contraffatto! Ho principiato questo pezzo parlandovi
di un “allarme già suonato”, purtroppo questo allarme lo abbiamo
sentito, almeno per il momento e per quanto di mia contezza, solo noi
addetti ai lavori che quotidianamente ci caliamo nelle nostre realtà
operative. Sarebbe auspicabile che non solo l’allarme, ma anche il grido
di aiuto che proviene non solo dagli operatori del settore, ma anche da
tanti terzi incolpevoli che sono rimasti danneggiati, magari gravemente
feriti se non peggio, fosse avvertito dai preposti organi Istituzionali
in modo da poter intervenire in maniera incisiva, al fine di arginare
con adeguati strumenti giuridici il dilagare dell’utirifi. Saggio
sarebbe, ma questo è un mio umile pensiero, ipotizzare eventuali
rivisitazioni del vigente codice penale nella parte in cui prevede e
punisce tali illecite condotte, partendo dall’impianto giuridico che
considera il documento assicurativo un mero atto tra privati anche se
poi, di fatto, ha risvolti pubblici. La medicina, a mio modo di vedere,
non deve essere cercata solo in un eventuale inasprimento delle sanzioni
penali e/o amministrative, che certamente offrirebbero una certa
deterrenza, almeno in coloro che non appartengono alle categorie dei
delinquenti abituali o per tendenza o di coloro che vivono di illeciti
traffici, ma anche in una maggiore competitività del mercato che sia
aperto ad una reale concorrenza, atta ad offrire possibilità
economicamente vantaggiose e premianti per tutti gli utenti della strada
che onestamente, ad ogni canonica scadenza, corrispondono alle
rispettive compagnie di assicurazione, in cui spesso da molti anni
ripongono fiducia, l’importo necessario per la copertura della R.C.
Auto. In chiusura corre l’obbligo di fare una riflessione anche in tema
di sicurezza stradale. L’uso di documenti rilasciati dalla "compagnia di
assicurazione del sapone", oltre ad altre fattispecie costituenti reato,
non sarà forse anche correlato con le condotte illecite riconducibili
alla fuga ed all’omissione di soccorso a seguito di incidente stradale?
L’allarme è suonato... Noi appartenenti ai servizi di polizia stradale
lo abbiamo sentito e stiamo facendo tutto il possibile!
Ispettore Capo Polizia Stradale
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