I DATI DI IDENTIFICAZIONE

 

 

La casa costruttrice per ogni veicolo prodotto, assegna dei dati di identificazione di cui alcuni tassativamente previsti dalla Legge ed altri, per uso interno, legati ai cicli produttivi ed alla ricambistica.

 

Alcuni di questi dati consentono di identificare l’intero veicolo, altri sono presenti al solo scopo organizzativo della casa costruttrice ed identificano semplici parti.

 

E’ attraverso tutti questi dati che la polizia giudiziaria identifica esattamente il veicolo, anche quando alcuni di questi sono asportati / contraffatti e/o alterati.
 

 

Da quanto precede si intuisce facilmente quanto sia importante conoscere l’esistenza delle serie identificative e la loro natura nonché, cosa più importante, la loro ubicazione per poi poterle leggere e decodificare correttamente.

 

Possiamo affermare che i dati che consentono di identificare l’intero veicolo possono essere divisi in due categorie:

 

Quelli previsti dalla legge;

Quelli apposti ad uso interno dal costruttore;

 

I dati di identificazione previsti dalla legge sono quelli previsti e stabiliti dalle direttive comunitarie al riguardo o, in alternativa, dalle raccomandazioni emanate dall’ufficio europeo per le Nazioni Unite, commissione economica per l’Europa.

 

IL NUMERO DI TELAIO

La composizione alfanumerica del numero di telaio è impresso con stampigliatura a freddo in fase di assemblaggio del veicolo dalla casa costruttrice ed è il vero sistema di identificazione dello stesso.

 

L’ art. 74 del C.d.S. prescrive:

“ 1. I ciclomotori, i motoveicoli, gli autoveicoli, i filoveicoli e i rimorchi devono avere per costruzione:

a)  omissis;

b)  un numero identificativo impresso sul telaio, ancorchè una struttura portante o equivalente, riprodotto in modo tale da non poter essere cancellato o alterato.

2. la targhetta ed il numero di identificazione devono essere collocati in punti visibili, su una parte del veicolo che normalmente non sia suscettibile di sostituzione durante l’utilizzazione del veicolo stesso.”.

 

Nel nostro paese il decreto del Ministro dei trasporti del 30 Settembre 1978 ha recepito la direttiva CEE 78/507, che ha imposto per i veicoli, esclusi i motocicli e ciclomotori, omologati a partire dal 1983 una codifica del numero di telaio basata su alcune regole comuni.

 

Essa prevede una combinazione di lettere e numeri che renda possibile il riconoscimento inequivocabile di ogni veicolo per un periodo di almeno tren’anni.

 

Con il D.M. 03.11.94 che recepiva la direttiva n. 93/34/CEE, anche i ciclomotori, motoveicoli e veicoli a tre ruote seguono le stesse regole già fissate per tutti gli altri veicoli.

 

La sigla di identificazione detta anche “V.I.N.”, dalle iniziali di Vehicle Identification Number, è costituita da una combinazione alfanumerica attribuita dal costruttore ad ogni singolo veicolo, deve essere punzonata in punto visibile e su struttura portante ossia non soggetta a sostituzione ed è costituita da tre sezioni, per un totale di 17 caratteri alfanumerici.

 

Poichè i veicoli ovunque siano stati prodotti sono destinati a circolare in tutto il mondo, al fine di creare possibili confusioni, sono stati adottati dei criteri internazionali accettati da tutti i costruttori.

 

Ad elaborare questi criteri provvede la ISO (International Standard Organization). Le sezioni del V.I.N. sono indicate a livello internazionale con le seguenti sigle:-

 

1

W.M.I.

World manufacturer identifier, identifica il paese e la casa costruttrice;

Il WMI consiste in un codice assegnato al costruttore del veicolo per consentirne l’identificazione.
Il codice comprende tre caratteri alfanumerici, lettere latine maiuscole o cifre arabe, che sono assegnate dall’autorità competente del paese in cui è stabilito il costruttore.
L’autorità competente agisce in accordo con l’organizzazione internazionale di cui alla norma ISO 3780: 2009 «Road vehicles — World manufacturer identifier (WMI) code».
Se la produzione globale del costruttore è inferiore a cinquecento veicoli all’anno, il terzo carattere è sempre «9». Per l’identificazione di detto costruttore, l’autorità competente di cui al punto 2.2.1 assegna anche il terzo, il quarto ed il quinto carattere del VIS.

2

V.D.S.

Vehicle descriptor section, identifica il modello ed altre caratteristiche del veicolo;-

Il VDS consta di sei caratteri alfanumerici, lettere latine maiuscole o cifre arabe, che servono ad indicare le caratteristiche generali del veicolo. Se il costruttore non usa uno o più dei sei caratteri, gli spazi inutilizzati sono compilati con caratteri alfanumerici scelti a discrezione del costruttore in modo che il numero totale di caratteri prescritti sia uguale a sei.

3

V.I.S.

Vehicle indicator section, identifica il particolare esemplare;-

Il VIS consta di otto caratteri alfanumerici, lettere latine maiuscole o cifre arabe; gli ultimi quattro caratteri consistono solo di cifre.
Esso fornisce, insieme al WMI e al VDS, una chiara identificazione di un veicolo particolare. In tutti gli spazi non utilizzati va inserita la cifra zero in modo da ottenere il numero completo prescritto di otto caratteri.

 

L’altezza dei caratteri del VIN apposto sul telaio è di almeno 7 mm. Non sono ammessi spazi tra i caratteri.
Non è consentito l’uso delle lettere «I», «O» o «Q». L’inizio e la fine del VIN sono delimitati da un simbolo scelto dal costruttore; il simbolo non deve essere né una lettera romana maiuscola né una cifra araba. Si può derogare a tale disposizione se il VIN è apposto su un unica riga. Se il VIN è apposto su due righe, la disposizione è applicabile a ciascuna riga.

 

Ancora oggi, anche addetti ai lavori, non sempre sono in grado di leggere correttamente una composizione alfanumerica del numero di telaio, che non è, come qualcuno crede, un guazzabuglio di lettere e cifre senza senso ma bensì, un insieme di codici ben precisi ove ogni carattere ha un senso ben definito.

 

VEICOLO DI COSTRUZIONE AMERICANA

In America del Nord dal settembre del 1980, viene usato un sistema analogo ma molto più rigoroso. Per questi veicoli il VIN è diviso in quattro sezioni. nessuna menzione è fatta sul WMI, VDS o VIS.

 

1 Identifica unicamente il costruttrice e tipo del veicolo Ci sono effettivamente esempi dei fornitori che hanno più di un WMI che usa il terzo carattere come codice per una categoria del veicolo (per esempio bus o camion);-
   
2 Composta da cinque caratteri  dal quarto all’ottavo, identifica il modello ed altre caratteristiche del veicolo (carrozze ferroviarie, MPV, camion, bus, rimorchi, motocicli, veicoli incompleti tranne i rimorchi). Per le automobili, MPV ed i veicoli leggeri è richiesto che i primi due caratteri di questa sezione siano alfabetici, terzo e quarto saranno numerici e quinto alfanumerici.
   
3 La terza sezione consiste in un carattere che è la cifra di controllo, eccedenza calcolata gli altri 16 caratteri del VIN. Questo carattere può essere numerico o la lettera X;
   
4

La quarta sezione consiste in otto caratteri dalla decima alla dociassettesima cifra del VIN. La decima cifra indica l'anno del modello. La undicesima lo stabilimento di produzione. Dalla dodicesima in poi il numero progressivo do produzione (per i fornitori che producono più di 500 veicoli all'anno). Per altri fornitori, il sesto, settimo e ottavo rappresenta il numero sequenziale di produzione. 

 

Come già detto il nono carattere del numero di telaio negli Stati Uniti d'America e nel Canada è formato dal numero di identificazione del veicolo, in sostanza si tratta di una cifra di controllo. In America del Nord, la cifra di controllo è considerata come la terza sezione del VIN, e ha lo scopo di verificare dell'esattezza della trascrizione di VIN. È calcolato come specificato sotto, usando gli altri 16 caratteri del VIN poichè sono stati determinati dal fornitore.

Siamo in grado di decodificare qualunque V.I.N. e calcolare il codice di controllo attraverso tabelle che non vengono qui pubblicate per ragioni di riservatezza.

 

TARGHETTA DEL COSTRUTTORE

Utilizzata da sempre ed apposta sui veicoli ad iniziativa dalle case costruttrici, la targhetta di identificazione, con l’introduzione del nuovo codice della strada (D.L.vo 285/92) e divenuta un dato identificativo obbligatorio.

 

Come abbiamo già visto ai paragrafi precedenti, secondo l’Art.74 C.d.S., i ciclomotori, i motoveicoli, gli autoveicoli, i filoveicoli e i rimorchi (ma anche le macchine agricole e le macchine operatrici) devono avere per costruzione una targhetta di identificazione, solidamente fissata al veicolo stesso e collocata dal costruttore in un punto visibile, su una parte del veicolo che normalmente non sia suscettibile di sostituzione durante l'utilizzazione.

 

La targhetta regolamentare del costruttore è costituita o da una placca rettangolare di metallo o un’etichetta rettangolare autoadesiva. Le placche di metallo sono fissate con rivetti. L’etichetta deve essere in grado di evidenziare eventuali manomissioni o frodi e autodistruggersi qualora si tenti di rimuoverla.

 

 

Le seguenti informazioni sono stampate, con caratteri di almeno 4 mm., in modo indelebile sulla targhetta del costruttore nell’ordine indicato:

a) nome del costruttore;

b) numero di omologazione del veicolo intero;

c) numero di identificazione del veicolo;

d) massa massima tecnicamente ammissibile a pieno carico;

e) massa massima tecnicamente ammissibile del veicolo combinato;

f) massa massima tecnicamente ammissibile su ciascun asse, da quello anteriore a quello posteriore.

 

TARGHETTA RIEPILOGATIVA

Molto più recentemente, diversi costruttori usano ripetere il numero di telaio in una targhetta posta all'interno dell'abitacolo del veicolo tra il cruscotto ed il parabrezza lato destro, visibile dall'esterno.

 

Tale elemento, introdotto e molto utilizzato per i veicoli di costruzione nord americana o destinati a quel mercato, ha in europa un carattere esclusivamente indicativo, e non sostituisce il numero di telaio che, si rammenta, dovrà essere punzonato su struttura portante ossia non soggetta a sostituzione.

 

 

 

 

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