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  IMMATRICOLAZIONE DEI VEICOLI

Chi vuole trasferire in Italia un'auto o una moto acquistata all'estero, deve provvedere dapprima all'immatricolazione del veicolo e successivamente all'iscrizione dello stesso presso il P.R.A.

Per poter adempiere a questi obblighi occorre possedere la documentazione necessaria e presentarla presso gli uffici competenti.

A volte è proprio attraverso queste operazioni che si compie una delle fasi del riciclaggio di veicoli di provenienza illecita che vengono immatricolati anche attraverso l'utilizzo di falsa documentazione.

VEICOLI NUOVI U.E.

Come noto, dal 1 gennaio 1993, con l’apertura delle frontiere comunitarie sono cambiate le norme sulla importazione delle merci provenienti dai paesi CEE o che transitano per i paesi CEE. Tali norme contenute nel decreto legge 31 dicembre 1992, nr. 513, sono state integrate per quanto concernete i veicoli stradali dal decreto del Ministro delle Finanze 19 gennaio 1993.

Per i veicoli di provenienza UE non si provvede a collaudo tecnico e le procedure di immatricolazione sono semplificate. Dal 1° gennaio 1996 per i veicoli privati (cioè i veicoli a motore destinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre quello del conducente) è divenuta obbligatoria l'omologazione UE, che è valida in tutti gli Stati membri.

Se si acquista in uno Stato membro un veicolo nuovo con omologazione UE, si può immatricolarlo in un altro stato membro senza che sia necessario sottoporre il mezzo ad alcuna prova di collaudo circa le sue caratteristiche tecniche.

Anche nel caso di acquisto di un veicolo nuovo che non è dotato di omologazione UE ma di omologazione nazionale, l'immatricolazione ha luogo senza particolari formalità.

Se invece l'omologazione nazionale è stata ottenuta nello Stato in cui si procede all'acquisto e non in quello di destinazione, si deve soltanto richiedere al rappresentante del costruttore nello Stato di destinazione un certificato attestante che il veicolo è simile al tipo omologato nello Stato di destinazione, salvo che per alcuni dettagli (ad esempio è a tre e non a cinque porte) che non incidano sulla sicurezza: l'immatricolazione sulla base di tale documento deve essere immediatamente concessa.

Per i mezzi di trasporto nuovi, è previsto il pagamento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) nello Stato di destinazione anche nei casi in cui il cedente, l'acquirente o entrambi i soggetti siano privati consumatori.

Vengono considerati nuovi i mezzi di trasporto per i quali si verifichi almeno una delle seguenti condizioni previste per ciascun tipo (art.38, comma 4, D.L. 30 agosto 1993, nr.331, convertito nella legge 29 ottobre 1993, nr.427):

Veicoli terrestri, che:

abbiano percorso meno di seimila chilometri;

siano stati ceduti prima della scadenza di sei mesi dalla data del provvedimento di prima immatricolazione o di iscrizione in pubblici registri o di altri provvedimenti equipollenti.

Ulteriori circolari del Ministero dei Trasporti – Direzione Generale M.C.T.C., meglio in seguito indicate, hanno diramato agli uffici ulteriori istruzioni operative.

Documentazione necessaria:

Attestazione dei versamenti;

C.O.C. (certificate of conformita) redatto nella lingua del paese comunitario emittente, deve essere tradotto in lingua italiana ed asseverato. Dal C.O.C. deve risultare che il veicolo sia rispondente alle direttive comunitarie EURO 3.

Per i veicoli acquistati direttamente all'estero, attestazione del versamento dell’imposta (Iva) tramite presentazione di copia del mod. F24 del Ministero delle Finanze;

Per i veicoli acquistati presso l'importatore , dichiarazione in carta semplice ed in duplice copia rilasciata dal cedente, di Iva assolta sull’acquisto intracomunitario, redatta su apposita modulistica in distribuzione gratuita presso gli sportelli.

La domanda  va compilata su modulistica distribuita gratuitamente presso gli uffici MCTC (modello TT 2119)  allegando  la documentazione richiesta

VEICOLI USATI U.E.

I veicoli usati, quelli cioè immatricolati in via definitiva con targa civile in uno stato membro della UE, dal momento che sono già stati autorizzati a circolare in un paese comunitario, hanno i requisiti per circolare in un qualsiasi altro stato della Comunità.

L'immatricolazione in Italia costituisce, pertanto, una reimmatricolazione sulla base del documento di circolazione definitivo rilasciato dall'autorità del paese da cui il veicolo proviene.

In base a recenti disposizioni non è più necessario sottoporre il veicolo usato all'accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione (collaudo) previsti dall' art. 75 del C.d.S se dalla documentazione risulta la validità dell'ultimo controllo tecnico effettuato all'estero. Se quest'ultimo, invece, è scaduto di validità il veicolo deve essere sottoposto a visita e prova.

Quindi lo Stato di destinazione può esigere un controllo tecnico solo se questo è previsto, alle stesse condizioni e in circostanze analoghe (ad esempio in ragione dell'età del veicolo) per i veicoli già immatricolati nel suo territorio.

Come regola generale è da tenere presente che gli Stati membri non possono opporsi all'immatricolazione di un veicolo precedentemente immatricolato in altro Stato membro se non per motivi attinenti gravi rischi alla salute ed alla vita delle persone o per esigenze imperative che spetta loro precisare e motivare.

Tuttavia tale favorevole trattamento subisce delle deroghe nei seguenti casi particolari:

Veicoli provenienti da paesi terzi e immatricolati in altro Stato della UE prima della richiesta di immatricolazione in Italia

In questo caso, se dalla documentazione prodotta risulta che la precedente immatricolazione è avvenuta in deroga alle direttive comunitarie in materia di omologazione e caratteristiche tecniche e di sicurezza, è molto probabile che la Motorizzazione richieda un esame tecnico molto più approfondito.

Veicoli cancellati dal P.R.A. in Italia, esportati e immatricolati in altro Stato e per i quali si richiede la reimmatricolazione in Italia

In questo caso se la precedente cancellazione è avvenuta per “esportazione”, la reimmatricolazione potrà essere eseguita senza difficoltà.

Se, invece, la precedente cancellazione dal P.R.A. è avvenuta per “demolizione” la reimmatricolazione sarà subordinata alla verifica della esistenza dei requisiti tecnici e di sicurezza in vigore al momento della richiesta di reimmatricolazione in Italia. Tale verifica sarà eseguita dalla Motorizzazione.

Se la precedente cancellazione dal P.R.A. è avvenuta per “rottamazione”, godendo quindi degli incentivi statali, la reimmatricolazione verrà bloccata e il caso segnalato alla Guardia di Finanza.

A seconda del Paese di provenienza del veicolo, si distinguono  vari casi che comportano la presentazione di documentazione diversa.

I veicoli, per essere immatricolati in Italia, devono avere all’atto della radiazione effettuata dai competenti uffici  esteri, la revisione in corso di validità.

Qualora la revisione risulti scaduta, il veicolo deve essere sottoposto a visita e prova presso gli uffici della Motorizzazione Civile prima della nuova immatricolazione in Italia. In questo caso occorrerà effettuare il previsto un versamento sul C.C.P. 9001 intestato al Dipartimento dei Trasporti Terrestri.

La domanda di immatricolazione va compilata su modulistica distribuita gratuitamente presso gli Uffici del D.T.T. (modello TT 2119) allegando  la documentazione richiesta.

Le indicazioni sulla documentazione richiesta si trova nelle rispettive sezioni START.

ISCRIZIONE AL P.R.A. (VEICOLO NUOVO)

Con i documenti rilasciati dalla Motorizzazione, occorre successivamente recarsi presso gli uffici del P.R.A. ed effettuare la prima iscrizione del veicolo (considerata, in questo caso, come prima iscrizione di veicolo usato).

Entro sessanta giorni dalla data di rilascio della Carta di circolazione definitiva, occorre presentare la richiesta di iscrizione al P.R.A. La registrazione al P.R.A. è importante perché attua quella forma di pubblicità legale delle situazioni giuridico - patrimoniali prevista dalla legge a tutela dei proprietari e dei terzi.
Tutti gli uffici del P.R.A. sono stati integralmente informatizzati ed operano con procedure automatizzate che consentono di rilasciare rapidamente agli automobilisti i documenti di cui hanno bisogno, con consegna anche a vista per singole pratiche (cioè in un tempo massimo di norma di circa 15 minuti dalla presentazione della domanda) oppure con invio a domicilio dei certificati richiesti.
L'iscrizione al P.R.A. si effettua presentando, all'ufficio della provincia in cui risiede l'acquirente del veicolo, la richiesta su un apposito modulo, denominato "nota di iscrizione", che è distribuito, gratuitamente, presso lo stesso P.R.A.
Sul retro della nota di iscrizione deve essere redatta la dichiarazione unilaterale di vendita con la firma del venditore (che, di regola, è il concessionario), autenticata da un notaio. Alla nota di iscrizione e alla dichiarazione di vendita deve essere allegata la copia della carta di circolazione rilasciata dalla Motorizzazione Civile. Questi documenti debbono essere presentati al P.R.A., che provvede a riscuotere anche gli importi, a titolo di imposta, dovuti per la registrazione della proprietà dei veicoli. Il gettito dell'imposta di registrazione è destinato alle Province.
Sulla base della richiesta, il P.R.A. registra la proprietà del veicolo e gli altri eventuali diritti reali e rilascia il "Certificato di proprietà" (Cdp), che attesta lo stato giuridico patrimoniale del veicolo e che ha sostituito il foglio complementare. Il certificato di proprietà deve essere custodito con cura dall'automobilista, perché necessario per effettuare ogni successiva formalità presso il P.R.A., ma, non essendo un documento necessario per la circolazione, può tranquillamente ed opportunamente essere conservato a casa piuttosto che nell'autovettura.

ISCRIZIONE AL P.R.A. (VEICOLO USATO)

Con questa pratica si provvede ad iscrivere un veicolo (già iscritto presso altri Registri) negli archivi del Pubblico Registro Automobilistico. Può essere presentata da chiunque possa produrre al Pubblico Registro Automobilistico i seguenti documenti:
- carta di circolazione dello Stato estero di provenienza del veicolo (vidimata ai sensi dell'art. 75 del Codice della Strada) oppure documento che la Direzione della Motorizzazione Civile ritiene idoneo per l'immatricolazione del veicolo in Italia;
Solo per i veicoli provenienti dalla Germania deve essere consegnato al Pra l'originale del documento di Proprietà (Faharzeugbrief)

  • certificato doganale o fotocopia autenticata (per i Paesi non appartenenti alla CEE);

  • copia autentica della carta di circolazione ("velina");

SE IL TITOLARE DELLA NUOVA CARTA DI CIRCOLAZIONE È LA STESSA PERSONA CHE RISULTA TITOLARE DEL DOCUMENTO ESTERO:

  • dichiarazione di proprietà autenticata da notaio (indicare sempre marca, tipo, targa e telaio del veicolo); è necessario specificare che il veicolo non è iscritto in altro P.R.A. e non è sottoposto a vincoli o gravami soggetti a trascrizione;

SE IL TITOLARE DELLA NUOVA CARTA DI CIRCOLAZIONE È PERSONA DIVERSA DAL TITOLARE ALL'ESTERO:

  • dichiarazione unilaterale di vendita redatta sul mod. NP-2 (stampato per la presentazione al P.R.A. di questa pratica), autenticata dal notaio;
    oppure, scrittura privata autenticata (con le sottoscrizioni autenticate del venditore e dell'acquirente)

Per quanto riguarda  i veicoli importati dall'U.E. da parte di acquirenti residenti in Italia può essere accettata anche una dichiarazione di proprietà autenticata da notaio e corredata da copia della fattura di acquisto all'estero, controfirmata dall'interessato in calce ad apposita dicitura da inserire sulla fattura "dichiaro che la presente è copia dell'originale della fattura a me intestata per l'acquisto del veicolo targato"

ASSOLVIMENTO AGLI OBBLIGHI I.V.A.

I veicoli da considerarsi "nuovi", immatricolati o no, sono soggetti all'assolvimento dell'IVA.

I veicoli sono considerati nuovi se ricorre una delle seguenti condizioni:

  • hanno percorso meno di 6000 km;

  • sono stati ceduti (con riferimento al trasferimento di proprietà attestato dalla data indicata sul contratto di vendita tra il cedente straniero e l'acquirente italiano) prima di 6 mesi dall'immatricolazione.

I veicoli sono considerati usati se hanno percorso oltre 6000 km e sono stati ceduti dopo 6 mesi dalla prima immatricolazione. 

Un veicolo "nuovo" immatricolato in un paese della Comunità europea è sempre soggetto all'IVA nel paese di destinazione. Pertanto, in sede di nazionalizzazioni di veicoli nuovi o usati provenienti dalla UE dovranno essere presentati i documenti, caso per caso specificati di seguito

  1. Veicolo nuovo di fabbrica commercializzato attraverso la rete ufficiale. Devono essere presentati il COC e la dichiarazione per l'immatricolazione con la dizione "Assolti gli obblighi IVA sugli acquisti intracomunitari";

  2. Veicolo nuovo di fabbrica acquistato direttamente all'estero dal richiedente l'immatricolazione. Deve essere presentato il modello F24 del Ministero dell'economia e delle finanze;

  3. Veicolo nuovo di fabbrica acquistato presso un importatore parallelo dal richiedente l'immatricolazione. Devono essere presentati:

  • dichiarazione, in carta semplice del cedente (importatore parallelo) ai sensi dell'art. 47 del DPR 445/2000 e in duplice copia, di IVA assolta sull'acquisto intracomunitario (con indicazione della ragione sociale del cedente, partita IVA, generalità del veicolo per marca, tipo e numero di telaio);

  • dichiarazione del richiedente, ai sensi dell'art.47 del DPR 445/2000, di aver acquistato il veicolo in Italia.

  1. Veicoli immatricolati nuovi o usati acquistati presso un importatore parallelo. Devono essere presentati dal richiedente:

  • una dichiarazione, in carta semplice e in duplice copia, con indicazione di numero di targa assegnato all'origine, numero di telaio, data e numero della fattura rilasciata dal commerciante straniero (singola o cumulativa), obblighi IVA assolti dal cedente (la data della fattura è quella di riferimento per la valutazione dei sei mesi dalla data di immatricolazione all'estero);

  • una dichiarazione di percorrenza, alla data della fattura, sottoscritta dall'operatore che ha acquistato il veicolo all'estero;

  • una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui il richiedente attesti di aver acquistato il veicolo in Italia.

  1. Veicoli da considerarsi nuovi già immatricolati all'estero, acquistati dal richiedente l'immatricolazione direttamente all'estero. Deve essere presentato il modello F24 del Ministero dell'economia e delle finanze.

  2. Veicoli da considerarsi usati già immatricolati all'estero acquistati dal richiedente l'immatricolazione direttamente all'estero. Il richiedente l'immatricolazione deve presentare:

  • fotocopia della fattura (ed esibizione in originale) per veicoli acquistati da un commerciante straniero o fotocopia del trasferimento di proprietà per i veicoli acquistati da precedente proprietario;

  • dichiarazione di percorrenza del veicolo alla data dell'atto, superiore a 6000 km.

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