VEICOLI

 

GUIDA AL CONTROLLO DEI CICLOMOTORI

 

 

 



 EDIZIONE 2020

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Un nuovo testo in formato e-book nel quale gli autori hanno voluto affrontare in un manuale operativo il controllo dei ciclomotori partendo da una precedente edizione a firma di Raffaele Chianca e Andrea Colonna risale al lontano 1998.

 

Più di venti anni fa l’idea fu quella di formulare uno strumento di agile consultazione, affinché gli operatori di polizia stradale potessero approcciare e affrontare con professionalità un fenomeno come quello del controllo su strada del ciclomotore, e così nel 1998 fu data alle stampe quella che a pieno titolo possiamo definire la prima edizione di questo manuale.

Oggi più che mai, attraverso il “vecchio” che si rinnova, in un’edizione assolutamente unica nel suo genere, dall’esperienza di due dei nostri ormai storici autori, unanimemente riconosciuti in Italia e all’estero come esperti nell’ambito del controllo dei veicoli e dei documenti di circolazione, nasce il vademecum per il controllo del ciclomotore, affinché le nuove leve dei servizi di polizia stradale possano trovare un punto di riferimento a tutto campo nell'attività di controllo di questa categoria di veicolo.
 

Un’edizione senz’altro utile ai veterani del mestiere, dedicata ai neo assunti tra le fila delle Forze di Polizia ad ordinamento Statale, ma anche e soprattutto agli appartenenti ai Corpi e Servizi di quella che potremmo definire la nuova Polizia Locale che sempre più efficacemente sulle strade delle nostre città contribuisce a combattere l’illegalità stradale.

Con questa proposta editoriale tutta targata ASAPS, Raffaele Chianca e Gianluca Fazzolari, forti delle rispettive pluridecennali esperienze di docenti e di operatori di “polizia giudiziaria della mobilità”, traghettano l’operatore di polizia stradale nel controllo del ciclomotore in un balzo temporale di oltre vent’anni affinché, attraverso il passato si possa giungere a comprendere il presente, nell’intento di combattere efficacemente la minaccia attuale, e porre una barriera alle future condotte antigiuridiche legate al riciclaggio di questa categoria di veicoli.
 

Versione concessa ad ASAPS, che ha voluto distribuire l'opera gratuitamente ai propri soci.

 


L’e-book si articola in tre capitoli: I – Il veicolo, II – Il conducente, III - Il controllo, e quattro appendici per un totale di 160 pagine.

Nel primo capitolo si parla del VEICOLO, la definizione di ciclomotore, le formalità alla circolazione la targa e il suo certificato.

Il secondo capitolo tratta del CONDUCENTE, la patente di guida, in questo capitolo affrontiamo anche le problematiche relative al conducente e i ciclomotore estero.

Il terzo capitolo è dedicato al controllo del ciclomotore, quindi ai suoi dati identificativi e le tecniche di contraffazione.

Seguono quattro appendici dove viene affrontato l'intero universo del ciclomotore e del suo conducente.


PRESENTAZIONE DEGLI AUTORI

 

La presente monografia in questa sua seconda edizione, la prima a firma di Raffaele Chianca e Andrea Colonna risale al lontano 1998, non pretende assolutamente di esaurire il tema relativo al controllo tecnico dei dati di identificazione di un ciclomotore; questo compito specifico è demandato alle squadre o uffici di polizia giudiziaria ad altissima vocazione specialistica, né sarebbe tecnicamente possibile per l’operatore su strada procedere a tutta quella serie di accertamenti che, il più delle volte, si rendono necessari e che, in alcuni casi, prevedono da parte dell’Autorità Giudiziaria l’emissione di specifiche deleghe.

Attraverso queste pagine si intende fornire uno strumento semplice, pratico e di facile consultazione, che agevoli il lavoro delle pattuglie nel primissimo intervento su strada.

Secondo gli ultimi dati resi disponibili in Europa le immatricolazioni di ciclomotori e scooter, passando dalle 399.420 unità del 2017 alle 273.645 del 2018 hanno registrato un calo del 31,5%; tuttavia le maggiori piazze europee per questa categoria di veicoli restano: Francia (72.940), Paesi Bassi (58.969), Germania (25.634), Belgio (21.391) e Italia (21.326). Anche le immatricolazioni dei ciclomotori elettrici hanno registrato un aumento significativo nel 2018 (+ 46,9%), passando da 27.029 unità (2017) a 39.701 unità (2018). Da ultimo, i dati relativi ai quadricicli elettrici rimangono sostanzialmente stabili con 3.242 unità immatricolate nel 2018 (-2,4% rispetto al 2017).

In un contesto transnazionale, e certamente non più legato alla sola mobilità locale, si è fatto “strada” il fenomeno del furto e del “taroccaggio” che in questi ultimi anni ha assunto proporzioni importanti, in ragione del numero delle denunce presentate agli organismi di polizia.

Guardando al solo mercato interno, ed ai dati divulgati dall’Ente di statistica nazionale, nel corso dell’anno 2017 i furti riguardanti ciclomotori denunciati nel nostro Paese sono stati 13.434, l’anno precedente erano stati 14.589; tuttavia il dato positivo così per come registrato dall’Istat, non deve far abbassare la guardia, considerando l’allarme sociale provocato dal fenomeno.

L’ancora elevato numero di furti, infatti, e l’uso frequente dei ciclomotori per commettere altri reati costituisce la parte non trascurabile degli illeciti che si consumano sulla strada.

Il fenomeno riguarda un po’ tutta Italia, la regione più colpita è il Lazio, seguita da Sicilia, Lombardia, Campania, Liguria e Toscana, insomma in nessuna parte d’Italia in verità si può stare tranquilli.

Rispetto al passato, quando la legislazione nazionale non prevedeva la registrazione di questo tipo di veicolo, il percorso per giungere all’identificazione del ciclomotore oggetto di dissimulazione era irto di ostacoli e l’azione di contrasto, salvo alcune eccezioni, risultava scarsamente incisiva.

In panorama come quello cui si è fatto cenno l’operatore di polizia stradale, forse più di altri, ha il dovere di intervenire, sia per la specificità del servizio cui è preposto, sia per la competenza tecnica che da tutti gli viene riconosciuta.

Nella stragrande maggioranza dei casi non si ha a che fare con grosse organizzazioni criminali, in alcuni casi si tratta di piccole bande giovanili e di singoli che intervengono in tutte le fasi del furto e del taroccaggio per poi utilizzare loro stessi il veicolo.

I veicoli, che quasi sempre rimangono in circolazione nella stessa provincia dove è stato perpetrato il furto, presentano il lavoro di taroccaggio quasi mai di buon livello, ragion per cui attraverso una semplice intensificazione dei controlli, con l’ausilio di piccole “dritte”, è possibile contribuire fattivamente ad arginare il fenomeno.

C’è poi il fenomeno della “cannibalizzazione”, che alimenta il florido mercato delle parti di ricambio derivanti dai veicoli oggetto di furto.

Da non sottovalutare, in fine, il traffico internazionale. C’è infatti da considerare che un numero rilevate di veicoli oggetto di furto sul territorio nazionale, è illegalmente trasferito oltre confine. Smontati e spediti all’interno di pacchi anonimi, trasportati all’interno di piccoli furgoni, ma anche celati alla rinfusa tra altro materiale, i veicoli oggetto di furto raggiungono alcune zone dell’Africa o dell’Europa dell’est, tuttora mete privilegiate da chi si occupa di questi fervidi ed estremamente redditizi traffici.

Ricorda che il contenuto di questa monografia è riservato esclusivamente al personale di Polizia e che la riproduzione o la divulgazione anche parziale del contenuto è vietata.

Buon lavoro.
 

Gli autori