I VEICOLI - FURTO E RICICLAGGIO
 

PRONTUARIO PER IL CONTROLLO DEL VEICOLO

 

Contrasto al furto e riciclaggio - Attività investigativa e di polizia giudiziaria - Violazioni e sanzioni - Procedure operative - Atti da redigere e giurisprudenza.

 

 



NUOVA EDIZIONE 2009

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DELLA STESSA COLLANA

  


E’ un prontuario necessario per eseguire, in modo pratico e sicuro, il controllo di Polizia Giudiziaria dei veicoli e dei loro documenti di circolazione, al fine di accertare l’esatta identificazione.

Il prontuario è stato concepito e realizzato pensando essenzialmente all’utilizzo pratico, una sorta di vademecum necessario per il controllo e l’identificazione del veicolo, rivolto soprattutto a chi, su strada, deve eseguire questo tipo di controlli.

L’impegno degli autori è stato quello di sintetizzare una materia complessa, articolata ed in continua evoluzione, comprimendo ogni argomento all’interno di pratiche schede che rispondono all’esigenza primaria di ogni operatore: “COSA FARE – COME FARE”.

In particolare contiene:

  • Dati di identificazione e immatricolazione

  • Furto dei veicoli

  • Contraffazione e alterazione dei dati identificativi

  • Tecniche investigative e di ricerca della prova

  • Controlli di polizia e violazioni amministrative

  • Attività di indagine ed atti di polizia giudiziaria

  • Appendice (Classificazione veicoli, riferimenti normativi, circolari, giurisprudenza, schede, schemi, modulistica)

Il Cd-Rom allegato, infine, oltre al formulario degli atti in formato elettronico (compilabili e personalizzabili), contiene: la normativa, tutte le circolari di utile riferimento ed una preziosa guida pratica, illustrata a colori, per il controllo delle targhe.

L’opera, aggiornata con i nuovi importi delle sanzioni previste dal codice della strada (2009).


Qui ha inizio il viaggio nella complessa ed articolata materia, concernente le investigazioni di polizia giudiziaria nell’ambito del traffico dei veicoli stradali  di illecita provenienza.

Non tutti, e forse anche alcuni addetti ai lavori, sono a conoscenza del fatto che attualmente il traffico illecito di veicoli, rubati e riciclati, assieme a quello degli stupefacenti, delle armi e della tratta di esseri umani, è il crimine più diffuso a livello planetario.

Tale traffico consente ad agguerrite organizzazioni criminali di ricavare guadagni stimati in centinaia di milioni di euro. Basti pensare, ad esempio, al fatto che attualmente, solo per quanto concerne il nostro Paese, si stima un giro d’affari che supera di gran lunga gli oltre quindici milioni di euro annui, onde per cui, organizzazioni criminali in passato dedite ad altre illecite attività, riconvertitesi, ne hanno fatto il loro principale business, consentendo a centinaia di delinquenti di vivere, quasi indisturbati, del prodotto di tali illecite condotte.

Nell’ambito delle attività istituzionali volte a contrastare le fenomenologie legate al traffico di veicoli riciclati, sono emersi chiari ed inequivocabili intrecci tra bande di trafficanti di veicoli ed organizzazioni malavitose di stampo mafioso che garantivano le dovute coperture, laddove le strutture dei trafficanti non fossero da ritenersi “costole” ovvero affiliati a ‘ndrine, famiglie e/o cosche legate a tali organizzazioni criminali (‘ndrangheta calabrese, mafia siciliana, sacra corona pugliese, camorra campana, ecc.).

A tal proposito tipici risultarono anni fa, i legami tra trafficanti di veicoli i quali venivano pagati in armi o stupefacenti, se non addirittura con esseri umani da destinare alla prostituzione, laddove non avveniva il fenomeno inverso da e per il nostro Paese.

Quindi la portata del fenomeno, non appare da poter essere relegata al singolo episodio afferente l’individuazione del singolo “pezzo” oggetto del riciclaggio, ma dalle indagini che riguardano quel singolo veicolo sarebbe auspicabile poter intrecciare dati, nomi, fatti  e circostanze tali da poter risalire ai canali di illecita provenienza di quel bene.

Negli anni ’70 quasi timidamente, nel reverenziale timore di poter essere considerati poliziotti di serie “B”, nacquero presso i Compartimenti Polizia Stradale (capoluoghi di regione) le prime squadre investigative che si approcciavano alle fenomenologie legate alla diffusa illegalità in materia di circolazione stradale, tracciando la strada maestra, poi seguita da molti di noi, che ha condotto all’attuale struttura investigativa della Specialità, anche se ancor prima in ogni Reparto di Polizia Stradale spesso era l’ufficio infortunistica, ovvero il Comandante del Distaccamento, ad occuparsi in prima persona di ogni problematica legata all’attività investigativa che, diciamocelo francamente, vuoi per la specificità del settore, vuoi perché in quel tempo era di rigore investigare in uniforme, venivano considerati settori marginali rispetto alle attività tipiche delle Squadre più blasonate in seno ad altre strutture di polizia.

Da allora la Polizia Stradale, è proprio il caso di dirlo, di strada ne ha fatta, eccome… oggi in ogni Sezione Polizia Stradale (capoluoghi di provincia) i Nostri colleghi non sono secondi a nessuno in quanto a preparazione, professionalità e, perché no! anche ad intuito investigativo.

Non è raro, nell’attuale contesto, verificare sul campo come in diverse occasioni le Procure della Repubblica procedenti, attesa l’alta professionalità dimostrata da molti di noi, abbiano affidato alle squadre di p.g. della Specialità importanti incarichi d’investigazione in ordine ad indagini già avviate anche da altre Forze di Polizia.

Non è un caso se, spesso, molti appartenenti alle Squadre investigative della Specialità sono consulenti del P.M., ovvero nello specifico settore di intervento sono da considerare veri e propri punti di riferimento a livello provinciale, regionale ed anche nazionale nell’ambito delle indagini di settore che, in alcuni casi anche abbastanza recenti, si sono spostate anche oltre confine. 

Malgrado tutte le difficoltà iniziali, gli uomini delle Nostre Squadre di p.g. sono il più importante punto di riferimento per TUTTE le altre Forze di Polizia che, almeno in questo settore specifico, ci riconoscono stima, competenza e preparazione professionale, riconoscimento questo più unico che raro nella perenne competizione tra le forze in campo.

Il presente manuale, comunque, al di là dei compiti Istituzionali di ogni Forza di Polizia, è destinato a tutti coloro i quali quotidianamente si confrontano con la realtà del controllo del territorio, infatti da addetti ai lavori, passateci il termine, riteniamo che tutto ciò che passa su strada, prima di Noi, viene visto, captato, controllato e verificato dagli “uomini in divisa” che diuturnamente garantiscono la nostra sicurezza.

Pensate un po’ che soddisfazione per una pattuglia “ordinaria”, durante l’espletamento del servizio di controllo del territorio, giungere all’individuazione di un “tarocco” classico!

Il testo che segue, sfrondato il più possibile dei codicismi che lo avrebbero appesantito e reso poco agile, seguendo uno schema che va dalla nascita del veicolo all’attività di verifica degli identificativi, per poi passare all’analisi della ricerca della prova, secondo le Nostre aspettative è destinato non solo al personale esperto delle Squadre investigative di tutte le Forze di Polizia, ma anche e soprattutto ai neofiti della materia i quali potranno avere un approccio il più esauriente possibile, in un settore d’intervento così articolato, come quello delle prime investigazioni in ordine a veicoli di illecita provenienza.

A nostro avviso, come recita la circolare del Ministero dell’Interno n. 300/A/22033/123/2/27 del 06 marzo 2000: … “L’azione di contrasto non può, inoltre, fare unicamente affidamento sulla struttura investigativa, dovendo ricevere il necessario concorso degli operatori impegnati nell’attività di vigilanza stradale. Detto personale dovrà essere stimolato ad effettuare più numerosi ed incisivi controlli di polizia giudiziaria nei confronti dei veicoli e dei loro occupanti. A tal fine, dovrà essere adeguatamente addestrato in occasione delle giornate destinate all’aggiornamento professionale proprio dagli operatori di polizia giudiziaria maggiormente esperti nello specifico settore”.

In pratica, al fine di contrastare adeguatamente il fenomeno, è indispensabile che cambi la mentalità dell’operatore di polizia stradale il quale, senza assolutamente abbandonare i primari compiti d’istituto (attività infortunistica, contravvenzionale, soccorso, ecc.), dovrà sempre di più operare a 360 gradi al fine di apportare un necessario ed indispensabile contributo alle strutture investigative.

Ovviamente attraverso queste pagine non abbiamo la pretesa di esaurire l’argomento, infatti la casistica e, permettetecelo, l’esperienza ci insegna che ogni giorno nasce una nuova tecnica, un nuovo modo di raggirare o eludere un controllo, auspichiamo però che attraverso questo manuale ciascuno di Voi possa trarre un accrescimento professionale nell’ambito delle rispettive attribuzioni.

Non è nostra intenzione quella di far divenire ogni poliziotto, carabiniere, finanziere, agente di polizia locale o municipale un provetto investigatore nell’ambito del furto e riciclaggio dei veicoli ma crediamo fortemente che solo attraverso la formazione di base, si possa contribuire a far sì che nessuno su strada possa tentare di prenderci per il naso!