CITTADINI STRANIERI E COMUNITARI

 

L'IDENTIFICAZIONE DEI CITTADINI COMUNITARI E STRANIERI

 

I documenti di identificazione per il rilascio dell'attestazione di regolarità del soggiorno ai cittadini UE e stranieri, ai fini di Polizia, dell'iscrizione anagrafica e dell'identificazione personale

 

 



 NUOVA EDIZIONE 2017

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E’ una guida necessaria per eseguire, in modo pratico e sicuro, il controllo di Polizia dei cittadini stranieri e comunitari e dei loro documenti identificativi e di viaggio, al fine di accertare l’esatta identificazione, verificare la legittimità della loro presenza e permanenza in Italia.

 

La guida è stata concepita e realizzata pensando essenzialmente all’utilizzo pratico, una sorta di vademecum necessario per il controllo e l’identificazione del CITTADINO straniero e comunitario, rivolto soprattutto a chi, su strada, deve eseguire questo tipo di controlli.

L’impegno degli autori è stato quello di sintetizzare una materia complessa, articolata ed in continua evoluzione, comprimendo ogni argomento all’interno di pratiche schede che rispondono all’esigenza primaria di ogni operatore: “COSA FARE – COME FARE”.

 

In particolare contiene:

• il repertorio dei documenti identificativi e di viaggio dello straniero con riproduzione dei documenti

• Le norme sull'ingresso e la permanenza

• I documenti identificativi e di viaggio

I permessi di breve e lungo periodo

Il visto e la dichiarazione di presenza

• le modalità di controllo dei documenti di identificazione

 

Il Cd-Rom allegato contiene:

• la normativa nazionale e internazionale di riferimento, le circolari ministeriali, la prassi e la giurisprudenza

• la modulistica in formato modificabile e stampabile senza limitazioni.

schede non presenti nella versione stampata.

 

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La guida è essenzialmente suddivisa in due capitoli per un totale di 285 pagine, formato A/4.

Il primo: è un repertorio di documenti di identificazione e di viaggio, per un totale di 49 stati tra comunitari, equiparati (EFTA) ed extra U.E., con la specifica indicazione delle peculiarità circa la validità ai fini dell’espatrio e dell’identificazione, senza tralasciare gli aspetti che afferiscono agli obblighi in ordine alla dichiarazione di presenza, all’obbligo o meno del visto, o all’assunzione della residenza.

Il secondo capitolo, invece, in 109 schede, dopo aver illustrato le caratteristiche e le peculiarità dei documenti validi per l’espatrio, gli obblighi e gli adempimenti per chi vuole soggiornare regolarmente nel nostro Paese, con metodo assolutamente pratico sfrondando il più possibile il testo dai tecnicismi giuridici che lo avrebbero solo appesantito, si è passati alla rassegna del “COSA FARE – COME FARE”, offrendo ai fruitori dell’opera un comodo, sintetico e, ci auguriamo, quanto più possibile dettagliato “prontuario” operativo delle norme di Legge correlate ai fenomeni migratori, tratte dalla vigente normativa nazionale novellata dalla Legge 15 luglio 2009, n. 94. Per ogni norma in esame, sia essa tratta dal T.U. Immigrazione che dal vigente Codice Penale o dalla legislazione connessa, si è cercata la più recente giurisprudenza tanto da poter offrire spunti di riflessione circa l’evoluzione del pensiero giuridico. Il capitolo si chiude, in fine, con consigli di ordine tecnico - pratico concernenti le tecniche di controllo documentale, disciplina questa strettamente connessa ed inscindibile dall’identificazione delle persone.



L’immigrazione nei paesi dell’U.E. è fenomeno di enormi proporzioni.


Il numero di persone nate al di fuori dell'UE e dimoranti in uno Stato membro al 1° gennaio 2014 era di 33,5 milioni, mentre erano 17,9 milioni le persone nate in uno Stato membro dell'U.E. diverso da quello in cui risiedevano, in sostanza si tratta del 7 % della popolazione dell'Unione.
Si tratta di persone, per più della metà, provenienti da Turchia, Albania o Ucraina. Seguono poi gli stranieri provenienti dall'Africa, dall'Asia, dalle Americhe e dall'Oceania. Più della metà dei cittadini africani residenti nell'U.E. proviene da Paesi dell'Africa settentrionale, spesso Marocco e Algeria. Molti degli stranieri di origine asiatica residenti nell'Unione provengono dall'Asia meridionale o orientale, in particolare da India e Cina. I cittadini di Ecuador, Stati Uniti e Brasile costituiscono la quota più elevata di stranieri di origine americana residenti nell'U.E.


Per quanto riguarda l’Italia, rispetto al dato globale che riguarda l’intera Unione europea, la situazione non è certo migliore. Nel 1980 gli stranieri che risiedevano regolarmente nella penisola erano meno di 300.000; oggi, secondo le ultime stime, sono oltre cinque milioni e rappresentano l’8,3% della popolazione nazionale. Nell'arco di quasi tent’anni il fenomeno dell'immigrazione nel nostro Paese ha quindi coinvolto un numero sempre più alto di persone, divenendo al contempo sempre più complesso, diversificato e di non facile gestione.


I Paesi extra U.E. più rappresentati per numero di presenze sono: Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine.


C’è poi l’immigrazione clandestina, quella che, naturalmente, desta le maggiori preoccupazioni anche in ordine al fatto che questi traffici sono controllati da agguerrite organizzazioni criminali le quali lucrano enormi guadagni, e le prospettive, se non vi si pone rimedio rapidamente, sono molto preoccupanti.


Poi ci sono i cittadini dell’Unione europea. Ad oggi, oltre 8 milioni di cittadini dell'Unione hanno esercitato il diritto di circolare e di soggiornare liberamente, ed attualmente vivono in un altro Stato membro dell'U.E. La libera circolazione dei cittadini costituisce una delle libertà fondamentali del mercato interno ed è al centro del progetto europeo. La direttiva 2004/38/CE ha, infatti, codificato e rivisto gli strumenti comunitari esistenti per semplificare e rafforzare il diritto di libera circolazione e di soggiorno di tutti i cittadini dell'Unione e dei loro familiari. In linea generale, la Commissione ricorda che la direttiva va interpretata e applicata conformemente ai diritti fondamentali, in particolare il diritto al rispetto della vita privata e familiare, il principio di non discriminazione, i diritti dei minori ed il diritto a un ricorso effettivo, garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.


Tuttavia, il diritto di circolare liberamente all'interno dell'U.E. non è illimitato e comporta obblighi per i beneficiari, tra cui quello di rispettare le leggi del Paese ospitante. Così come è regolamentato l’ingresso e la permanenza dello straniero, in un ginepraio di norme che di volta in volta si sono susseguite e sovrapposte nel corso degli anni.


In questo scenario è necessario che tutti i soggetti coinvolti: le amministrazioni pubbliche nazionali, le forze di polizia, ma anche le Amministrazioni periferiche con i sevizi di polizia locale e di anagrafe, contribuiscano alla non facile gestione del fenomeno, creando sinergie e collaborazioni indispensabili.


In questi ultimi anni la maggior parte delle Amministrazioni locali si sono trovate ad affrontare la sempre crescente necessità di fare fronte alle istanze di "sicurezza urbana e del territorio". Tra i nuovi compiti della polizia locale, di primaria importanza per i nostri amministratori locali, è il contrasto ai fenomeni criminali legati agli stranieri.


Contemporaneamente l’ufficio anagrafe ha assunto nuovi ed importanti compiti, ad esempio: il D. Lgs. 6 febbraio 2007, n. 30, ha trasferito agli ufficiali di anagrafe comunali la competenza ad attestare il diritto di soggiorno dei cittadini comunitari.


In questo scenario, nonostante tutte le difficoltà operative, per tradurre comunque le intenzioni in fatti concreti, e soprattutto per applicare le norme in materia che si susseguono, bisognerà essere in grado di eseguire l’effettivo controllo dei documenti esibiti al fine di: addivenire all’esatta identificazione della persona controllata, verificare la legittimità della presenza e della permanenza dello straniero in Italia, e saper operare sempre di conseguenza.


Più in generale, per quanto riguarda gli stranieri, dobbiamo essere in grado di accertare: l’identità, lo scopo e le condizioni del soggiorno, i mezzi di sussistenza, la sufficienza di tali mezzi per la durata del soggiorno e per il ritorno nel Paese d’origine. Solo in questo modo sarà possibile riuscire a governare il fenomeno immigratorio regolare ed irregolare.


Il problema principale quindi è quello di identificare la persona controllata attraverso i suoi documenti, con la sufficiente certezza di essere in grado di rilevare eventuali contraffazioni o alterazioni.


La falsificazione di documenti ha, in generale, origini remote, mentre solo nell’era moderna il falso documentale ha assunto sviluppi e perfezioni tali da provocare una vera e propria competizione fra astuzie, sempre più sofisticate, dei falsificatori e dei mezzi fisici e chimici a disposizione per la scoperta dei falsi stessi.


Il progresso delle scienze favorisce sì i falsificatori, che dispongono di mezzi sempre più moderni, ma al contempo costituisce un valido aiuto anche per chi - come le forze di polizia - deve combattere tale fenomeno criminale.


Nell’era del computer chiunque, anche con scarse capacità e conoscenze tecniche, può cimentarsi come falsario. Sono largamente diffusi, è noto, programmi con i quali è possibile con estrema facilità creare, copiare o modificare qualunque tipo d’immagine e quindi formare ogni tipo di documento, anche di discreta se non d’ottima fattura e definizione. Ma non è solo questo il problema: il fenomeno è così diffuso che c’è chi addirittura molto più semplicemente e spudoratamente, lavorando di fantasia, spaccia per documento d’identità qualunque cosa purché contenga una fotografia, c’è chi poi non trova di meglio da fare che inventarsi e crearsi il suo documento, anche se di fattura colore e contenuto completamente diverso dall’originale!


Forse è giunto il tempo di avere un approccio al fenomeno diverso e più professionale, le tecniche e gli strumenti per combattere queste realtà criminali esistono e sono a disposizione di tutti, va verificata solo la volontà di predisporre seri progetti che mettano in grado di rispondere alle esigenze operative.


Per questo, nell’ambito di un progetto più ampio di formazione e di acquisizione di strumentazione per il controllo documentale, è nata questa guida, rivolta principalmente al personale della polizia locale e dell’anagrafe.


Non si tratta dell’ennesimo testo sugli stranieri, ma di una comoda guida che possa essere di supporto alle mille domande che ci assalgono quando ci troviamo a svolgere uno dei nostri innumerevoli compiti istituzionali, durante il corso di un controllo di polizia stradale, di polizia giudiziaria o di polizia amministrativa, nel corso di una iscrizione anagrafica. In qualità di operatori di polizia o di impiegati d’anagrafe, ci troviamo sempre di fronte all’esigenza di identificare delle persone e controllare i documenti da questi esibiti. Un’esigenza questa, dalla quale non si può prescindere, in quanto prevista come obbligo dalle norme nazionali ed internazionali che regolano l’intera nostra attività.


Il problema, di solito, non si pone se si tratta di un cittadino italiano, ma se invece si tratta di un comunitario o di uno straniero, ecco il dramma, subito ci pervade un sentimento di terrore, lo sconforto più assoluto, è adesso?


Quasi intimoriti prendiamo per le mani quei fogli di carta o quelle card e li leggiamo, il più delle volte senza comprenderne il contenuto, o dando per scontato che quello che ci viene mostrato è un documento valido e genuino, e che la persona che abbiamo di fronte è l’effettivo titolare.


Il più delle volte non conosciamo la natura giuridica del documento che ci viene mostrato, né la sua capacità identificativa.


In effetti, lo abbiamo detto più volte, in Italia non c’è ancora una vera cultura del controllo documentale, solo dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti d’America, quello di Madrid del 2004 e di Londra del 2005, ma soprattutto alla luce dell’attuale contesto internazionale in cui incombe la minaccia terroristica, sia nei Governi che nelle nostre Amministrazioni, si è sentita l’esigenza di un approccio più serio ed efficace al controllo documentale, e quindi all’esatta identificazione del soggetto nei confronti del quale stiamo operando.


L’immigrazione verso il nostro Paese e verso l’Europa cresce con ritmi vertiginosi, non possiamo più affrontare il fenomeno in modo approssimativo, ma dobbiamo assolutamente dotarci di tutti gli strumenti che ci consentano di verificare l’identità di questi soggetti e la genuinità dei documenti posseduti, e solo fatto questo operare di conseguenza.


Anche per questo nasce questa guida. Per dare risposte e mettere in condizione di accertare l’esatta identificazione della persona che stiamo controllando, verificare la legittimità della sua presenza e permanenza in Italia, il tutto scevro da ogni inutile tecnicismo, da citazioni giuridiche dotte ma inutili.


Il tentativo è stato quello di rispondere sempre a due semplici domande: “cosa fare e come farlo”.


In quest’ottica si è scelto di contenere gli argomenti in pratiche schede, suddivise in modo cronologico, dall’ingresso dello straniero agli obblighi, ai suoi documenti; il tutto in una comoda guida. Un pratico manuale sul controllo documentale ed un repertorio di documenti identificativi suddiviso per stati.


Il taglio pratico dell'opera si perfeziona, infine, con il Cd-Rom allegato che contiene, oltre alla parte già presente in stampa, con l’esclusione del repertorio dei documenti, una ricca raccolta della normativa di riferimento.