La guida è
essenzialmente suddivisa in due capitoli.
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Il primo:
è un repertorio di documenti di identificazione e di viaggio,
per un totale di 45 stati tra comunitari, equiparati (EFTA) ed
extra U.E., con la specifica indicazione delle peculiarità circa
la validità ai fini dell’espatrio e dell’identificazione, senza
tralasciare gli aspetti che afferiscono agli obblighi in ordine
alla dichiarazione di presenza, all’obbligo o meno del visto, o
all’assunzione della residenza. |
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Nel
secondo capitolo, dopo aver illustrato le caratteristiche e le
peculiarità dei documenti validi per l’espatrio, gli obblighi e
gli adempimenti per chi vuole soggiornare regolarmente nel
nostro Paese, con metodo assolutamente pratico sfrondando il più
possibile il testo dai tecnicismi giuridici che lo avrebbero
solo appesantito, si è passati alla rassegna del “COSA FARE –
COME FARE”, offrendo ai fruitori dell’opera un comodo, sintetico
e, ci auguriamo, quanto più possibile dettagliato “prontuario”
operativo delle norme di Legge correlate ai fenomeni migratori,
tratte dalla vigente normativa nazionale novellata dalla
recentissima Legge 15 luglio 2009, n. 94. Per ogni norma in
esame, sia essa tratta dal T.U. Immigrazione che dal vigente
c.p. o dalla legislazione connessa, si è cercata la più recente
giurisprudenza tanto da poter offrire spunti di riflessione
circa l’evoluzione del pensiero giuridico. Il capitolo si
chiude, in fine, con consigli di ordine tecnico - pratico
concernenti le tecniche di controllo documentale, disciplina
questa strettamente connessa ed inscindibile
dall’identificazione delle persone. |
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L’immigrazione nei paesi dell’UE è fenomeno di enormi
proporzioni. Oggi gli stranieri rappresentano circa il 3,8% della
popolazione totale dell’Unione. Dal 2002 si registrano ogni anno
tra 1,5 e 2 milioni di arrivi netti nell’UE dove, al 1° gennaio 2006,
soggiornavano 18,5 milioni di cittadini di paesi terzi.
L’Europa è il primo
continente per numero di presenze di stranieri. Nel 2005
il vecchio continente ha accolto il 34% dell’insieme dei migranti, quasi 56 milioni, compresa l’ex Unione
sovietica. Nello stesso periodo, a livello planetario, la presenza di
stranieri era così ripartita: America del Nord il 23% (40,8 milioni),
Asia il 28% (49,9 milioni), Africa il 9% (16,3 milioni), America latina
il 3% (5,9 milioni).
Per quanto riguarda l’Italia la situazione
non è certo rosea. Nel 1980 gli stranieri
che risiedevano regolarmente nella penisola erano meno di 300.000; oggi,
secondo le ultime stime, sono circa quattro milioni e rappresentano il
6% della popolazione nazionale. Nell'arco di quasi tent’anni il fenomeno
dell'immigrazione nel nostro Paese ha quindi coinvolto un numero sempre
più alto di persone, divenendo al contempo sempre più complesso,
diversificato e di non facile gestione.
Prima tra tutte le
nazioni, per numero di residenti anagraficamente registrati, è la Romania seguita
dall’Albania, dal Marocco, dalla Cina
e dall’Ucraina, così come si ricava dai dati relativi alla Popolazione
residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2007.
C’è poi l’immigrazione clandestina, quella
che, naturalmente, desta le maggiori preoccupazioni anche in ordine al
fatto che questi traffici sono controllati da agguerrite organizzazioni
criminali le quali lucrano enormi guadagni, e le prospettive, se non vi
si pone rimedio rapidamente, sono molto preoccupanti.
Poi ci sono i cittadini
comunitari. Ad oggi, oltre 8 milioni di cittadini dell'Unione hanno
esercitato il diritto di circolare e di soggiornare liberamente, ed
attualmente vivono in un altro Stato membro dell'Unione. La libera
circolazione dei cittadini costituisce una delle libertà fondamentali
del mercato interno ed è al centro del progetto europeo. La direttiva
2004/38/CE ha, infatti, codificato e rivisto gli strumenti comunitari
esistenti per semplificare e rafforzare il diritto di libera
circolazione e di soggiorno di tutti i cittadini dell'Unione e dei loro
familiari. In linea generale, la Commissione ricorda che la direttiva va
interpretata e applicata conformemente ai diritti fondamentali, in
particolare il diritto al rispetto della vita privata e familiare, il
principio di non discriminazione, i diritti dei minori ed il diritto a
un ricorso effettivo, garantiti dalla Convenzione europea dei diritti
dell'uomo sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione
europea.
Tuttavia, il diritto di
circolare liberamente all'interno dell'UE non è illimitato e comporta
obblighi per i beneficiari, tra cui quello di rispettare le leggi del
paese ospitante. Così come è regolamentato l’ingresso e la permanenza
dello straniero, in un ginepraio di norme che di volta il volta si sono
susseguite e sovrapposte nel corso degli anni.
In questo scenario è
necessario che tutti i soggetti coinvolti:
le amministrazioni pubbliche nazionali, le forze di Polizia, ma anche le
Amministrazioni periferiche con i sevizi di Polizia Locale e di
anagrafe, contribuiscano alla non facile gestione del fenomeno, creando
sinergie e collaborazioni indispensabili.
In questi ultimi anni la maggior parte delle Amministrazioni
locali si sono trovate ad affrontare la sempre crescente necessità di
fare fronte alle istanze di "sicurezza urbana e del territorio". Tra i
nuovi compiti della Polizia Locale, di primaria importanza per i nostri
amministratori locali, è il contrasto ai fenomeni criminali legati agli
stranieri.
Contemporaneamente l’ufficio anagrafe ha
assunto nuovi ed importanti compiti, ad esempio Il D.Lgs 6
febbraio 2007, n. 30, ha trasferito agli ufficiali di anagrafe comunali
la competenza ad attestare il diritto di soggiorno dei cittadini
comunitari.
In questo scenario, nonostante tutte le difficoltà
operative, per tradurre comunque le intenzioni in fatti concreti, e
soprattutto per applicare le norme in materia che si susseguono,
bisognerà essere in grado di eseguire l’effettivo controllo dei
documenti esibiti al fine di: addivenire all’esatta identificazione
della persona controllata, verificare la legittimità della presenza e
della permanenza dello straniero in Italia, e saper operare sempre di
conseguenza.
Più
in generale, per quanto riguarda gli stranieri, dobbiamo essere in grado
di accertare: l’identità, lo scopo e le condizioni del soggiorno, i
mezzi di sussistenza, la sufficienza di tali mezzi per la durata del
soggiorno e per il ritorno nel Paese d’origine. Solo in questo modo sarà
possibile riuscire a governare il fenomeno immigratorio regolare ed
irregolare.
Il problema principale quindi è quello di identificare la
persona controllata attraverso i suoi documenti, con la sufficiente
certezza di essere in grado di rilevare eventuali falsificazioni.
La falsificazione di documenti ha, in generale, origini
remote mentre solo nell’era moderna il falso documentale ha assunto
sviluppi e perfezioni tali da provocare una vera e propria competizione
fra astuzie, sempre più sofisticate, dei falsificatori e dei mezzi
fisici e chimici a disposizione per la scoperta dei falsi stessi.
Il progresso delle scienze favorisce sì i falsificatori, che
dispongono di mezzi sempre più moderni, ma al contempo costituisce un
valido aiuto anche per chi - come le forze di Polizia - deve combattere
tale fenomeno criminale.
Nell’era del computer chiunque, anche con scarse capacità e
conoscenze tecniche, può cimentarsi come falsario. Sono largamente
diffusi, è noto, programmi con i quali è possibile con estrema facilità
creare, copiare o modificare qualunque tipo d’immagine e quindi formare
ogni tipo di documento, anche di discreta se non d’ottima fattura e
definizione. Ma non è solo questo il problema: il fenomeno è così
diffuso che c’è chi addirittura molto più semplicemente e
spudoratamente, lavorando di fantasia, spaccia per documento d’identità
qualunque cosa purché contenga una fotografia, c’è chi poi non trova di
meglio da fare che inventarsi e crearsi il suo documento, anche se di
fattura colore e contenuto completamente diverso dall’originale!
Forse è giunto il tempo di avere un approccio al fenomeno
diverso e più professionale, le tecniche e gli strumenti per combattere
queste realtà criminali esistono e sono a disposizione di tutti, va
verificata solo la volontà di predisporre seri progetti che mettano in
grado di rispondere alle esigenze operative.
Per questo, nell’ambito di un progetto più ampio di
formazione e di acquisizione di strumentazione per il controllo
documentale, è nata questa guida, rivolta principalmente al
personale della Polizia Locale e dell’Anagrafe.
Non si tratta dell’ennesimo testo sugli stranieri, ma di una
comoda guida che possa essere di supporto alle mille domande che ci
assalgono quando ci troviamo a svolgere uno dei nostri innumerevoli
compiti istituzionali, durante il corso di un controllo di Polizia
stradale, di Polizia giudiziaria o di Polizia amministrativa, nel corso
di una iscrizione anagrafica. SEMPRE, in qualità di operatori di polizia
o di impiegati d’anagrafe ci troviamo di fronte all’esigenza di
identificare delle persone e controllare i documenti da questi esibiti.
Un’esigenza questa, dalla quale non si può prescindere, in quanto
prevista come obbligo dalle norme nazionali ed internazionali che
regolano l’intera nostra attività.
Il problema, di solito, non si pone se si tratta di un
cittadino italiano, ma se invece si tratta di un comunitario o di uno
straniero, ecco il dramma, subito ci pervade un sentimento di terrore,
lo sconforto più assoluto, è adesso ????
Quasi intimoriti prendiamo per le mani quei fogli di carta o
quelle card e li leggiamo, il più delle volte senza comprenderne il
contenuto, o dando per scontato che quello che ci viene mostrato è un
documento valido e genuino, e che la persona che abbiamo di fronte è
l’effettivo titolare.
Il più delle volte non conosciamo la natura giuridica del
documento che ci viene mostrato, né la sua capacità identificativa.
In effetti, lo abbiamo detto più volte, in Italia non c’è
ancora una vera cultura del controllo documentale, solo dopo gli
attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti
d’America, e i più recenti di Madrid e Londra, sia nei Governi che nelle
nostre Amministrazioni, si è sentita l’esigenza di un approccio più
serio ed efficace al controllo documentale, e quindi all’esatta
identificazione del soggetto nei confronti del quale stiamo operando.
L’immigrazione verso il nostro Paese e
verso l’Europa cresce con ritmi vertiginosi, non possiamo più affrontare
il fenomeno in modo approssimativo, ma dobbiamo assolutamente dotarci di
tutti gli strumenti che ci consentano di verificare l’identità di questi
soggetti e la genuinità dei documenti posseduti, e solo fatto questo
operare di conseguenza.
Anche per questo nasce questa guida.
Per dare risposte e mettere in condizione di accertare l’esatta
identificazione della persona che stiamo controllando, verificare la
legittimità della sua presenza e permanenza in Italia, il tutto scevro
da ogni inutile tecnicismo, da citazioni giuridiche dotte ma inutili. Il
tentativo è stato quello di rispondere sempre a due semplici domande:
“cosa fare e come farlo”.
In quest’ottica si è scelto di contenere
gli argomenti in pratiche schede, suddivise in modo cronologico,
dall’ingresso dello straniero agli obblighi, ai suoi documenti; il tutto
in una comoda guida. Un pratico manuale sul controllo documentale ed
un repertorio di documenti identificativi suddiviso per stati.
Il taglio pratico dell'opera si
perfeziona, infine, con il Cd-Rom allegato che contiene, oltre alla
parte già presente in stampa, con l’esclusione del repertorio dei
documenti, una ricca raccolta della normativa di riferimento.