La guida è essenzialmente divisa
in due capitoli.
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Il primo:
è un repertorio di patenti di guida, per un totale di 54 stati tra
comunitari, equiparati (S.E.E. - EFTA), extra U.E. convertibili ed extra
U.E. non convertibili, con la specifica indicazione delle peculiarità
circa la validità e la conformità, senza tralasciare gli aspetti che
afferiscono la convertibilità. |
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Il secondo
capitolo, invece, tratta delle nozioni in materia di diritto
internazionale e comunitario, e del recepimento di tali fonti
nell’ordinamento italiano, a fronte dell’appartenenza del nostro Paese
alla comunità internazionale ed all’Unione europea. Un capitolo, il
secondo, ove si è cercato di far chiarezza sulle Convenzioni
internazionali di riferimento per quanto attiene all’emissione della
patente di guida secondo i modelli presenti negli allegati ai trattati
internazionali circa il recepimento, la conformità ed il riconoscimento,
senza tralasciare le annose (?) questioni in materia di convertibilità
delle patenti di guida sul territorio della Repubblica italiana. In
ultimo schede pratiche su COSA FARE e COME FARE, coordinate con una
rassegna di norme tratte dal vigente Codice della Strada e la più
recente giurisprudenza, che richiamano gli adempimenti operativi cui
devono attendere gli operatori di polizia stradale, nel momento in cui
si imbatto in situazioni che potremmo definire, ormai, all’ordine del
giorno! |
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Quante volte,
durante l’espletamento del servizio d’istituto, ci è capitato di
imbatterci nel controllo di cittadini comunitari muniti di patente di
guida del loro Stato d’origine? Quante volte è accaduta la stessa cosa,
controllando cittadini stranieri munti di documenti di guida, o pseudo
tali, di cui non abbiamo contezza alcuna? …e ancora: Ci è mai capitato
di controllare un nostro connazionale munito di una patente comunitaria
o straniera? …e poi: Quella patente di guida straniera, deve essere
accompagnata o no da documenti internazionali? Può essere ritenuta
valida come documento identificativo? Quali e come devono essere le
patenti straniere che abilitano a condurre veicoli nel Nostro Paese?
Queste sono solo
alcune delle domande che affollano la mente di coloro che svolgono
attività di polizia stradale.
Nell’epoca della
mobilità e della globalizzazione totale, dove masse di migranti premono
ai confini del sud e dell’est d’Europa, ma il caso è da ricercare anche
nei fenomeni migratori che potremmo definire di ritorno, ossia
dall’America Latina verso il vecchio continente, in cerca di migliori
condizioni di vita, risulta quanto mai “normale” imbattersi sempre più
frequentemente in soggetti muniti di abilitazioni a condurre veicoli a
motore delle più disparate origini e fattezze.
In un contesto come
quello attuale non è più accettabile improvvisare, e non è neanche
possibile far finta di niente tentando di evitare il “problema”.
C’è il fenomeno
degli incidenti stradali, non è un caso, infatti, che se fino a pochi
anni fa in un incidente stradale i protagonisti potevano essere al
massimo un italiano ed un cittadino dell’Unione europea, oggi è
possibile imbattersi in situazioni ove l’evento infortunistico
coinvolge, a titolo di puro esempio, un africano ed un sudamericano
piuttosto che un asiatico, residenti o semplicemente dimoranti nel
nostro Paese, muniti di patenti di guida dei rispettivi Stati d’origine!
E che dire
del settore dell’autotrasporto, nazionale ed internazionale, regolato da
una normativa complessa, eterogenea ed articolata, non si sottrae a ciò
che dicevamo poc’anzi. In questo scenario si intersecano norme
comunitarie, nazionali, trattati multilaterali e bilaterali. Gli
operatori di polizia stradale e delle frontiere, oltre alla pluralità
delle disposizioni devono conoscere modelli autorizzativi, sistemi di
regolamentazione di particolari aspetti, in un continuo e costante
aggiornamento; tutto ciò aggravato dalla presenza sempre più diffusa di
operatori, comunitari e stranieri, che non sempre agiscono nel pieno
rispetto delle regole; come pure di operatori nazionali che, sempre più
di frequente, impiegano conducenti comunitari e/o stranieri.
Sempre e comunque,
fatte salve le dovute eccezioni, nell’era della mobilità l’operatore di
polizia, a qualsivoglia Amministrazione esso appartenga, sulla strada
deve confrontarsi con il controllo del conducente. Sulla strada,
infatti, c’è tutto un mondo. Dalla strada si raggiungono porti ed
aeroporti, ferrovie ed autostrade… ogni tipo di traffico, sia esso
lecito o meno, avviene su strada…
C’è poi il problema
della falsificazione. Il fenomeno è ormai così diffuso che c’è chi
addirittura molto più semplicemente e spudoratamente lavorando di
fantasia, spaccia per documento di guida qualunque cosa che contenga una
fotografia; c’è poi chi s’inventa e crea il proprio documento, con
caratteristiche completamente difformi dall’originale.
Nel bazar del falso
documentale tutto è in vendita ed in quantità industriali: patenti di
guida nazionali, patenti internazionali di guida, carte verdi di
assicurazione. Sono questi i documenti più gettonati, quelli di gran
lunga più richiesti dal mercato, illecito s’intende!, in quanto
consentono di celare l’esatta identità personale e, contemporaneamente,
consentono la conduzione e circolazione dei veicoli, che sono lo
strumento necessario per lo svolgimento delle più variegate attività
illecite.
Naturalmente, per
quanto riguarda i documenti di guida, si tratta in assoluto di un
fenomeno che interessa gli stranieri irregolari che, soprattutto per il
loro stato di clandestinità, trovano naturale munirsi di ogni tipo di
documento, condizione dalla quale non si sottraggono anche taluni
cittadini comunitari. Pare ovvio, allora, che passaporto, patente, ed
altra documentazione, per essere attendibile deve essere rilasciata
dalla stessa Nazione. È capitato, infatti, di trovare cittadini muniti
di passaporto di un paese, e patente di guida rilasciata da un altro
Stato.
Attualmente il
fenomeno del falso documentale è particolarmente diffuso, ed i dati e le
notizie che quotidianamente raccogliamo sul “campo” consentono di poter
affermare che si tratta di un fenomeno in continua crescita, che
interessa in particolare la comunità albanese, rumena e marocchina, più
o meno legalmente soggiornante. Il “problema”, poi, interessa anche
cittadini di altri Stati tra cui il Senegal, la Nigeria, ma anche la
totalità dei Paesi dell’area balcanica, ossia della ex Jugoslavia, che,
pur non essendo numericamente tra quelli più presenti in Italia, non
sono da meno!
A questo va aggiunto
che per alcuni di questi Stati, in cui sono tuttora in uso patenti di
guida di prima generazione, cioè prive di qualsiasi elemento di
sicurezza, le falsificazioni documentali sono facilitate. In alcuni casi
i falsi sono addirittura più nitidi e definiti degli originali. In tale
contesto, però, è doveroso indicare che la maggior parte dei Paesi si è
attrezzata, o comunque è in procinto di farlo, mediante l’emissione di
documenti che contengono almeno un elemento di sicurezza
anti-falsificazione.
Nel contesto
attuale, come accennato, è possibile che il cittadino di un qualunque
stato: asiatico, sudamericano o africano, spacci la sua tessera
sanitaria per una patente di guida, senza che (purtroppo) nessuno
se ne accorga.
La verifica
dell’autenticità attraverso i canali istituzionali è insufficiente,
quando non addirittura inesistente; particolarmente difficoltosi e
lunghi sono gli accertamenti da esperire, anche attraverso l’Interpol,
soprattutto se diretti verso Paesi estranei all’Unione europea o
all’area Schengen.
È assolutamente
necessario, allora, fare il punto della situazione, ricorrere a qualcosa
di pratico, rapido ed essenziale, ed attraverso questa guida è
proprio ciò che abbiamo tentato di fare, cercando di dare ad ogni
fattispecie oggettivamente rilevabile nella realtà, la sua collocazione
alla luce delle norme generali e particolari di diritto internazionale,
comunitario e interno.
La condizione in cui
ci siamo posti è semplice: “siamo su strada, abbiamo poche o scarse
conoscenze in materia, è necessario disporre di un supporto che ci dica
essenzialmente cosa fare e come farlo!”.
Per questo motivo,
nei due capitoli di cui si compone questa guida, abbiamo ancora una
volta fatto ricorso alla tecnica dell’essenzialità, adottando schede di
sintesi che richiamano la legislazione in materia di circolazione
internazionale e nazionale, relativamente alla conduzione dei veicoli
stradali, in una chiave in cui il tecnicismo cattedratico è stato
ridotto all’essenziale!
Il taglio pratico dell'opera si perfeziona, infine, con il Cd-Rom
allegato che contiene, oltre alla parte già presente in stampa, con
l’esclusione del repertorio dei documenti, una ricca raccolta della
normativa di riferimento.