Dopo la pubblicazione delle
precedenti guide, rispettivamente dedicate all’identificazione del
cittadino comunitario e straniero, al controllo del conducente ed al
controllo del veicolo, attraverso questa pubblicazione riteniamo di
essere giunti alla “chiusura” del cerchio sull’affascinante, e non
sempre semplice, universo legato al controllo di legittimità delle
persone, dei conducenti, e dei veicoli comunitari e stranieri.
La necessità di questa guida
scaturisce dalla richiesta giuntaci da più parti, e da più operatori di
polizia stradale, nell’ambito di incontri avvenuti su tutto il
territorio nazionale nel corso di questi due anni onde per cui,
nell’intento di contribuire ancora una volta in più a favorire la
divulgazione delle conoscenze maturate sul campo, ha trovato la luce
nata questa quarta guida, specificamente dedicata al controllo di
legittimità dei titoli autorizzativi afferenti l’attività di
autotrasporto di merci e viaggiatori in ambito comunitario ed
internazionale.
Il tentativo, auspichiamo
riuscito, è stato quello di dissipare dubbi e incertezze attraverso
quello che, perdonate la presunzione, riteniamo debba essere uno
strumento di pronta e tempestiva consultazione, una sorta di “primo e
pronto soccorso”, riguardo alle immediate necessità del personale
addetto ai controlli.
Noto a tutti è, infatti,
quanto sia articolato e complesso il panorama normativo, talvolta anche
non omogeneamente coordinato tra legislazione comunitaria e nazionale,
nell’ambito della disciplina dell’attività di autotrasporto di merci e
viaggiatori in ambito internazionale, ove si intersecano norme di
diritto internazionale, comunitario, fonti di diritto interno,
regolamentari e di prassi che, in alcuni casi, possono anche apparire in
contrasto tra loro.
L'abbattimento delle frontiere
nell’ambito del territorio dell'Unione europea ha agevolato la libera
circolazione dei veicoli, delle merci e delle persone, che sono
sostanzialmente liberi di muoversi senza particolari vincoli su
un’enorme area territoriale che va dal Mar Baltico alla Sicilia, o se
preferite, dal Portogallo ai confini con la Turchia e l’estremo est del
continente.
Che dire, poi, di tutti quei veicoli
con targa straniera, ossia extra U.E., che in base alle relazioni di
traffico derivanti dagli accordi internazionali nell’ambito
dell’autotrasporto di merci e viaggiatori, provenienti dal nord Africa o
dall'Asia, dopo essere sbarcati nei porti del mediterraneo, o che hanno
attraversato le frontiere dell’est europeo, percorrono in lungo e in
largo la nostra penisola per raggiungere le più disparate località.
In un normale turno di servizio,
ormai, non è assolutamente raro imbattersi in un veicolo straniero e/o
comunitario destinato all’autotrasporto di merci e viaggiatori, da qui
nasce l'esigenza di capire quali sono e come devono essere controllati i
titoli autorizzativi nell’ambito di tale attività.
Nella consapevolezza delle iniziali e
contingenti difficoltà nell’approcciarsi al controllo dell’autotrasporto
internazionale, non ci stancheremo mai di dire quanto, in generale, sia
sottovalutato il controllo documentale anche in questo settore.
Se è difficoltoso il controllo di una
patente o di una carta di circolazione straniera, quando esso riguarda i
documenti ed i titoli autorizzativi afferenti l’attività di
autotrasporto di merci e viaggiatori, la situazione diventa
assolutamente preoccupante se non addirittura tragica, se si considera
che gli operatori di polizia su strada si limitano ad una sommaria
verifica di questi documenti, verificando esclusivamente la
corrispondenza tra la targa d'immatricolazione presente sul veicolo e
quella indicata sul documento se contemplata, o a controllare i dati
riferibili all'intestazione della proprietà, dopo di che il documento
viene restituito senza nessuna verifica di autenticità.
C’è poi il problema legato
al diffuso abusivismo nel settore dell’autotrasporto.
Sia che si tratti di merci
che di viaggiatori, infatti, la quotidiana realtà della strada
restituisce risultati non sempre lusinghieri laddove, individui senza
scrupoli, a fronte di situazioni legate al vero e proprio sfruttamento
della manodopera, costretta a guidare per ore ed ore al di fuori di ogni
regolamentazione, mettendo a repentaglio la sicurezza stradale lucrano
rapidi quanto cospicui guadagni infischiandosene letteralmente della
vita altrui!
Per non sottovalutare, poi,
tutte quelle situazioni legate all’implementazione ed uso di titoli
autorizzativi oggetto di contraffazione attraverso i quali, in barba
agli accordi internazionali, soggetti che mai avrebbero potuto
esercitare l’attività di autotrasporto si trovano a percorrere le strade
e le autostrade dell’Europa intera.
A fronte di tutto quanto precede, nel
considerare che l’attività su strada degli organi deputati al controllo
è talvolta l’unico e solo baluardo di legalità in cui il vettore
nazionale, comunitario e straniero si imbatte, fermiamoci un attimo a
riflettere e pensiamo che se da domattina questa sarà la chiave di
lettura che daremo alla nostra professione, ci troveremo di certo ad
approcciare l’universo che circonda l’autotrasporto internazionale con
la consapevolezza di essere utili all’intera collettività.