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Gli argomenti contenuti in questa
sezione, data la loro riservatezza, non sono integralmente consultabili in
linea.
Chiunque è
interessato alla conoscenza o approfondimento di questo argomento può
comunque organizzare o partecipare ai corsi sul
FURTO E RICICLAGGIO DI
VEICOLI.
Il materiale inserito in questa sezione è tratto
del CAPITOLO
VI "TECNICA DI
RICERCA DELLA PROVA"
del testo dal titolo
"PRONTUARIO
PER IL CONTROLLO DEL VEICOLO".
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Quando si ha a che fare con un
veicolo di provenienza illecita riciclato, con diversi dati di identificazione,
il vero problema della polizia giudiziaria è la sua esatta identificazione.
L’esatta identificazione avviene
attraverso diverse tecniche investigative, una di queste è il controllo e la
rigenerazione della matricola identificativa originale (V.I.N.)
TECNICHE DI PUNZONATURA
Tutti i metalli hanno una struttura
policristallina e sono composti da cristalli o grani di forma irregolare che si
generano durante la fase di solidificazione. Quando un numero è stampigliato la
composizione cristallina attorno al numero impresso è distorta e la sua
struttura è compressa.
La differente morfologia così
apportata, conferisce alla superficie del metallo specifiche caratteristiche
chimico fisiche, che sono evidenziabili con trattamenti di:
corrosione selettiva da
sostanze acide o liscivianti;
asportazione di materia
mediante metodi elettrolitici;
fenomeni magnetici;
ultrasuoni in un mezzo
liquido per via della cavitazione generata.
La composizione alfanumerica del
numero di telaio è impressa, con varie tecniche, in fase di assemblaggio del
veicolo dalla casa costruttrice, ed è il vero sistema di identificazione dello
stesso.
I dati, per legge, sono impressi in
una parte di lamierato di difficile sostituzione.
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Attualmente vengono utilizzate
diverse tecniche di punzonatura:
Tradizionale a mano
Tradizionale meccanica
Meccanica ad ago
Laser
In
rilievo
Elettronica |
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ESAME
CON RICOSTRUZIONE CHIMICA |
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Il metodo consiste nell’aggredire
la parte del lamierato ove sono impressi i dati di identificazione del numero di
telaio con composto chimico al fine di far risaltare ossia ricostruire i dati originali. Attualmente,
almeno in Italia, è la tecnica più utilizzata, la più semplice.
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Per effettuare questo tipo di esame non è certamente indispensabile
disporre di studi specifici o avere delle grosse conoscenze in materia, quello
che è necessario è avere una notevole esperienza, tanto che si possa parlare di
un consulente che pur non avendo titoli specifici può esperire tutte quelle
operazioni acquisite con anni di esperienza nel trattare la materia specifica. |
Si tratta di operazioni che non
vanno improvvisate in quanto irripetibili. |
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ESAME
CON RICOSTRUZIONE
ELETTROLITICA |
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La corrosione elettrolitica è un
processo dove il campione si comporta da anodo in una cella elettrolitica.
Quando l’energia elettrica
attraversa il materiale le piccolissime irregolarità della superficie vengono
disciolte, lasciando una porzione del metallo estremamente liscia e pulita.
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Poichè le proprietà elettrochimiche
della parte impressa sono state alterate a causa della compressione della
struttura cristallina, la dissoluzione elettrolitica di queste zone avverrà con
modalità differenti da quelle delle aree non compresse. |
Il campione da trattare viene
collegato al polo positivo di un generatore che ha la
possibilità di regolare la tensione e l'intensità di corrente.
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L'esame viene effettuato con strumentazione e
prodotti esclusivi da noi stessi progettati e fatti realizzare
secondo le nostre esigenze dopo anni di esperienza.
Tutto il materiale utilizzato è un'esclusiva di World's Vehicle
Documents, i diritti sono riservati. |
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Utilizziamo reagenti chimici di nostra
produzione,
un'esclusiva di World's Vehicle
Documents, i diritti sono riservati. |
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Effettuiamo rigenerazioni delle
matricole attraverso ricostruzione chimica o elettrolitica sia per conto della Autorità Giudiziaria che a
richiesta di privati.