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  STRUTTURE INVESTIGATIVE

Come ormai noto, esiste un serio problema di coordinamento e di scambio di informazioni tra i vari uffici, a volte anche della stessa amministrazione. Talvolta il coordinamento e le competenze, seppur ben definite, vengono praticamente disattese da beghe interne, gelosie, ignoranza o, peggio ancora, da stupidi protagonismi che non giovano mai al corretto e proficuo esito dell’indagine.

Vi sono poi problemi di effettiva organizzazione, ad esempio per quanto riguarda investigazioni, in generale ed in particolare, inerenti il traffico di veicoli di provenienza illecita, una delle esigenze che da più parti veniva sollecitata era quella di accorpare all’interno di una unica Direzione alcune strutture tecnico – operative a proiezione internazionale unendole in un unico servizio.

Ormai è noto che nel campo del traffico di veicoli rubati, spesso ci si occupa di agguerrite organizzazioni con appoggi e diramazioni trans nazionali, quindi è assolutamente impensabile combattere tale fenomeno senza poter disporre di una struttura snella ed efficiente ove tutti i vari Uffici, fatte salve le specifiche competenze, interloquiscono bene e velocemente tra loro,  per ottenere il massimo dei risultati nel minor tempo possibile.

Alcuni anni fa il Governo Italiano attraverso lo strumento del Decreto Interministeriale, ha ritenuto giustamente di dover rimodulare l’assetto organizzativo ed alcune articolazioni del Dipartimento della P.S., in particolare con riferimento alla Direzione Centrale Polizia Criminale, allo scopo di individuare in maniera puntuale le strutture cui fanno capo importanti attività attinenti alla cooperazione internazionale di polizia.

In particolare si è voluto:

  1. istituire un nuovo Servizio denominato “Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia” ove sono stati fatti confluire importanti uffici direttamente impegnati nella lotta al traffico internazionale di veicoli rubati:

Servizio INTERPOL;

Divisione S.I.RE.N.E.;

Unità Nazionale EUROPOL;

  1. adeguare le attribuzione del Servizio Centrale Operativo S.C.O., in particolare per quanto ci riguarda:

analisi, propulsione, indirizzo e raccordo informativo delle attività svolte dalle Squadre Mobili in materia di criminalità organizzata;

concorso alle attività investigative svolte dai servizi interprovinciali della Polizia di Stato, quando le stesse presentino profili di particolare complessità, in quanto riguardano organizzazioni criminali che operano nell’ambito di più distretti di Corte d’Appello o con collegamenti internazionali, ed il concorso sia ritenuto utile ai fini dello svolgimento di accertamenti che richiedono il supporto operativo di speciali risorse investigative ovvero l’impegno di mezzi tecnologici d’avanguardia.

mantenere i rapporti con la Direzione Nazionale Antimafia, la Direzione Investigativa Antimafia, e con i servizi speciali degli altri corpi di Polizia;

analisi, indirizzo, raccordo informativo e supporto delle attività investigative svolte, in ambiti diversi da quelli attinenti al crimine organizzato, delle Squadre Mobili e delle Squadre di Polizia Giudiziaria istituite presso gli Uffici di Polizia Stradale, Ferroviaria, di Frontiera e Postale e dagli organismi investigativi della Polizia di Stato.

In questo contesto riorganizzativo non si può far a meno di citare l’istituzione, da ormai qualche anno, nell’ambito del Servizio Polizia Stradale della Divisione III di Polizia Giudiziaria.

Quindi assolutamente apprezzabile lo sforzo di riorganizzazione che comunque può e deve essere migliorato.

Quello su cui ora bisogna assolutamente insistere è un più corretto e proficuo scambio delle informazioni sull’analisi e divulgazione di questi dati, a tal proposito è assolutamente indispensabile che ogni ufficio impegnato in questo tipo di indagini, informi tempestivamente sia la Squadra di p. g. Compartimentale che gli uffici “Nazionali” di ogni indagine in corso, al fine di coordinare l’attività investigativa con altri uffici presenti sul territorio. E’ altresì indispensabile che al termine dell’indagine si faccia circolare il più possibile la comunicazione conclusiva contenente l’esito delle attività trasmettendola, non solo agli uffici che vi hanno concorso direttamente ma anche a quelli, ad esempio, che hanno sede nelle città di nascita e residenza dei principali indagati o dove sono stati perpetrati i furti dei veicoli.

Un’altra nota dolente sono le denunce di furto ed i successivi rinvenimenti. Oggi nel nostro paese vi sono diversi Uffici ove il cittadino si può rivolgere per sporgere una denuncia di furto di veicolo, quello che viene fatto è raccogliere in modo non sempre corretto la denuncia dopodiché questa viene inoltrata alla Autorità Giudiziaria e la targa del veicolo inserita al C.E.D. del Ministero dell’interno.

Ne le squadre Compartimentali ne quelle di Sezione ricevono gli atti, quindi risulta impossibile seguire il fenomeno in modo corretto, creare una mappa delle zone a rischio, dei modelli preferiti o dei modus operandi utilizzati. Lo stesso accade in caso di ritrovamento del veicolo.

Come è facile immaginare, così facendo, nessuno è in grado di analizzare il fenomeno, ogni furto viene trattato in modo isolato e nessuno è in grado di elaborare ed analizzare dati che, se conosciuti complessivamente per ogni provincia, consentirebbero con relativa facilità di individuare almeno il flusso di alcuni veicoli e quindi elaborare ipotesi investigative di serio contrasto al fenomeno.

Appare quindi evidente che l’obbiettivo è quello di un miglior coordinamento tra le strutture investigative e lo scambio di informazioni tra i vari uffici, anche per questo appare opportuno ribadire, anche se semplicemente e sommariamente, le competenze di ogni ufficio interessato al fenomeno di cui trattiamo.

VEDI SCHEMA RIEPILOGATIVO

INTERPOL

Interpol è l’Organizzazione Internazionale di Polizia Criminale (O.I.C.P. INTERPOL) alla quale attualmente appartengono 177 paesi e gestisce i rapporti tra le forze di Polizia Italiane e quelle straniere aderenti all’organizzazione.

Rappresenta, in quanto Ufficio Centrale Nazionale dell'OIPC - INTERPOL, l'organo permanente ed il punto di riferimento per questioni di cooperazione internazionale nel quadro dell'Organizzazione Internazionale di Polizia Criminale.

Funge da "cerniera" tra i corrispondenti Uffici Centrali Nazionali INTERPOL esteri ed il Segretariato Generale, da una parte, ed il complesso dei servizi di polizia e delle Autorità Giudiziarie del Paese interessato, dall'altra.

Costituisce un punto di collegamento, all'interno del territorio nazionale, anche delle altre Amministrazioni interessate dalla cooperazione internazionale (Ministero della Giustizia, Ministero degli Affari Esteri, etc.).

Nel contesto di tale cooperazione fornisce assistenza giudiziaria in relazione ad estradizioni attive e passive, commissiona rogatorie internazionali, ricerca internazionale di catturandi e indagini di polizia giudiziaria; provvede allo scambio di informazioni con le polizie degli stati membri; al rintraccio di minori.

L’organizzazione è così strutturata:

  • IL SEGRETARIATO GENERALE

Segretariato Generale, organo amministrativo e tecnico permanete, ha sede a Lione (F).

  • L’UFFICIO NAZIONALE CENTRALE

L’ufficio nazionale Italiano (Nazional Central Bureau N.C.B) ha sede presso il Dipartimento della P.S., Direzione Centrale della Polizia Criminale di Roma Eur.

  • LA DIVISIONE 3^ INTERPOL

Nell’ambito del Ministero dell’Interno Dipartimento della P.S., Direzione Centrale Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia che si articola in cinque Divisioni è operante la 3^ Divisione Interpol.

La 3^ Divisione tra i suoi compiti ha anche quello della “attuazione della cooperazione tecnico – operativa di polizia”, in materia di furto e traffico internazionale di autovetture rubate.

La Divisione si occupa tra l’altro di assistenza giudiziaria, quindi di inoltrare le rogatorie internazionali delle A.G. Italiane ed in generale tiene i rapporti con i collaterali servizi esteri.

Questa è la Divisione operativa alla quale vanno indirizzate TUTTE le richieste per i paesi esteri e le comunicazioni di reato riguardanti traffici internazionali di veicoli.

Le richieste da avanzare all’estero attraverso canale Interpol dovranno essere inviate direttamente al Servizio Interpol e, per conoscenza alla Divisione III del Servizio Polizia Stradale, qualora riguardino investigazioni su fenomeni criminali rilevanti, dovranno essere comunicate anche alla Divisione competente dello S.C.O..

Ricorda che Interpol si occupa ed evade richieste solo riguardanti fatti di rilevanza penale.

 

EUROPOL

Europol è l’ufficio europeo di Polizia costituito dall’Unione Europea al fine di collegare tutte le strutture di Polizia dell’U.E., per la gestione dei reciproci flussi informativi relativi agli attuali settori di cooperazione internazionale contro la criminalità organizzata.

Tutto nasce con il trattato di Maastricht quando gli Stati dell’unione hanno previsto, tra l’altro, lo sviluppo della cooperazione di polizia, da realizzare attraverso lo scambio di informazioni in seno ad un Ufficio europeo di Polizia, denominato EUROPOL.

Le tappe successive furono:

  • 10.03.1995, l’azione comune adottata dal Consiglio Europeo fissa i settori di competenza EUROPOL;

  • 26.07.1995, a Bruxelles viene sottoscritta dagli stati membri la convenzione EUROPOL, che disciplina il funzionamento dell’Ufficio europeo di polizia e delle Unità nazionali;

  • 21.02.1996, con Decreto interministeriale viene costituita l’Unità nazionale EUROPOL Italiana;

  • 23.03.1998, con la legge n.93 viene ratificata la convenzione europea di Bruxelles del 26.07.1995.

Tra le tante iniziative Europol pubblica:

    1. EuVID il Database dell'Identificazione del Veicolo europeo, sviluppato da un gruppo di lavoro di cui fanno parte il LKA Monaco di Baviera, il BKA Wiesbaden, rappresentanti della Polizia austriaca ed Eurogol. 
    2. BLANCODOC DATABASE contenente le serie alfanumeriche dei documenti di circolazione trafugati in bianco in alcuni Paesi europei. 

 

  • FUNZIONI - COMPETENZE

 

(OMISSIS)

  • UFFICIO CENTRALE EUROPOL

 

(OMISSIS)

  • DIVISIONE 4^ UNITA’ NAZIONALE EUROPOL

L’unità nazionale è istituita nell’ambito del Dipartimento della P.S., Direzione Centrale Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.

Nell'ambito del sistema Europol è l'organo di collegamento tra le strutture italiane di polizia e quelle degli altri Paesi dell'Unione Europea per la gestione dei reciproci flussi informativi relativi agli attuali settori di cooperazione internazionale contro la criminalità organizzata (traffici di droga, di materie radioattive, sostanze nucleari, di autoveicoli e lotta alle organizzazioni dedite all'immigrazione clandestina ed al riciclaggio).

E' dotata dei più aggiornati supporti informatici per l'attivazione di collegamenti "on-line" per lo scambio delle informazioni tra l'Unità Centrale de L'Aia, l'Unità stessa e gli Uffici Centrali delle Forze di Polizia. E' inoltre collegata con la banca dati interforze e con le altre "fonti aperte" di uso comune nell'attività di polizia per l'arricchimento delle informazioni.

  • GLI UFFICIALI DI COLLEGAMENTO

(OMISSIS)

  • I REFERENTI NAZIONALI

(OMISSIS)

  • IL SISTEMA INFORMATIVO

(OMISSIS)

 

S.I.RE.N.E.

La Divisione S.I.RE.N.E. (SUPPLEMENTARY INFORMATION REQUEST AT THE NATIONAL ENTRIES), è l’ufficio che assicura il collegamento con gli omologhi uffici dei Paesi aderenti all'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985, in vigore nel nostro paese dalle ore 00.01 del 26 ottobre 1997.

Del sistema Schengen fanno parte dal 26 marzo 1996 i seguenti 7 paesi: Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna. Successivamente tutti i Paesi Membri dell'Unione europea, tranne la Gran-Bretagna e l'Irlanda, hanno aderito all'Accordo Schengen. Anche due paesi non membri dell'Unione europea, la Norvegia e l'Islanda, sono Paesi aderenti allo Schengen.

Nel 1985 Germania, Francia e Benelux si riuniscono a Schengen, piccola cittadina del Lussemburgo, per firmare un accordo. L'accordo mira ad un reciproco riconoscimento dei documenti personali e ad una più proficua collaborazione delle polizie dei vari stati. Il nocciolo dell'accordo consisteva nello smantellamento dei controlli nazionali di frontiera, mentre allo stesso tempo si prevedeva il rafforzamento dei controlli verso i paesi non-membri dell'unione europea. Nel 1990 gli stessi paesi firmavano un nuovo accordo, di nuovo a Schengen. Quest'accordo è conosciuto come Convenzione di Schengen e completa le trattative del 1985. Esso regola una notevole quantità di temi cruciali in materia di controlli di frontiera, di segnalazioni transnazionali, così come lo scambio d'informazioni tra i diversi stati nonché il sequestro di persone od oggetti. L'accordo rendeva così possibile una maggior possibilità d'informazione e di controllo su un campionario di popolazione più esteso che in precedenza. Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Austria sottoscrissero l'accordo. Gran Bretagna e Irlanda decisero di non firmare, ritenendo che i controlli di frontiera dovessero spettare ai governi nazionali. Il 20 maggio 1999 la Gran Bretagna chiese formalmente di poter entrare nel sistema SiS, l'Irlanda fece domanda da lì a poco. Nel 1999 avvenne una svolta: il 1 maggio entrò in vigore l'accordo di Amsterdam, che era stato firmato il 2 ottobre 1997 dai ministri degli esteri dell'unione europea. Grazie ad esso il sistema Schengen veniva integrato nelle strutture dell'unione europea. Il consiglio esecutivo di Schengen venne istituito secondo il parere dei vari ministeri della giustizia e degli interni. Tale Integrazione estendeva l'influenza dei diversi trattati Schengen come ad esempio la raccolta di informazioni in database e i sistemi di sorveglianza. Questo significava che ora l'intera struttura Schengen si suddivideva in centinaia di agenzie EU e che queste potevano emettere migliaia di documenti a disposizione di ogni paese membro. È facilmente immaginabile come le attività Schengen, che già finora erano molto difficili da gestire, diventassero ancora più difficili da coordinare provocando numerose critiche da parte dei paesi esclusi dagli accordi, sebbene i democratici paesi nordici come Finlandia Svezia e Danimarca avessero anch' essi ratificato l'accordo. Gli stati nordici esclusi dal trattato, Norvegia e Islanda, pur criticando le misure adottate, firmarono però un "trattato di cooperazione" con l'unione europea.

La Divisione S.I.RE.N.E, a composizione interforze, è costituita nell’ambito del Ministero dell’Interno Dipartimento della P.S., Direzione Centrale Polizia Criminale, Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ed ha sede a Roma con i seguenti recapiti:

OMISSIS

Compito principale di tale ufficio, a struttura interforze, operante nell'arco delle 24 ore, è quello di ridurre i tempi relativi agli scambi di informazioni tra le Forze di Polizia dei paesi membri, rimanendo invariata la competenza del Servizio Interpol per i paesi non aderenti all'Accordo di Schengen.

I compiti istituzionali e gli impegni operativi connessi all'attività dell'Ufficio sono espressamente disciplinati da alcuni articoli della Convenzione di Schengen:

  • cooperazione tra le Forze di Polizia (art. 39, 40, 46);

  • arresto provvisorio ai fini estradizionali (art. 95);

  • stranieri inammissibili nel territorio Schengen (art. 96);

  • persone scomparse o da sottoporre a tutela (art. 97);

  • soggetti cui notificare provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria (art. 98);

  • dati relativi a persone e veicoli da sottoporre a sorveglianza discreta o  controllo specifico ( art. 99);

  • segnalazioni relative agli oggetti ricercati a scopo di sequestro o di prova in  un procedimento penale (armi, documenti e veicoli rubati, sottratti o smarriti nonché banconote registrate) (art. 100).

Il sistema Schengen ha una sua banca dati detta SIS. Fino ad oggi il SiS ha raccolto circa 10 milioni di schedature e il totale cresce ogni giorno. Se è vero che per lo più si tratta di schedature di merci, è anche vero che tra le schedature riguardanti persone ci sono più di diecimila segnalazioni per l'arresto di persone che trasportavano materiale illecito e circa 750.000 di persone considerate "illegali" (dati giugno2000). L'EUROPOL, i G8 e la Financial-action-task-force (FATF) pensano di stimare in futuro una pari mole di informazioni riguardanti il riciclaggio di denaro sporco. Il SiS ha la sua centrale operativa a Strasburgo, ma esistono agenzie SiS nazionali in ogni paese aderente all'accordo di Schengen. In tutte le banche dati vengono immagazzinati gli stessi dati. Nel 1995 vennero messi in rete tra loro 30.000 computer che potevano accedere liberamente ai database degli altri sette paesi membri. Nel 1997, si trovavano nei nove paesi membri, secondo le stime di Statewatch (www.statewatch.org), 48.700 segnalazioni di entrata. Alla data del 26 marzo 1996 erano salvati circa 3,9 milioni di dati. Francia e Germania erano gli utenti più assidui. Vennero stipate centinaia di migliaia di informazioni riguardanti persone, cosicché la capacità del sistema salì a nove milioni di inserzioni. Ogni anno seguente le cifre si fanno più elevate: dai 5,6 milioni del 1997 ai 8,8 milioni del 1998. Altre estensioni del trattato, come l'integrazione dei paesi nordici nel sistema sono già programmate. Una nota del ministero degli interni tedesco del 1997, riguardo l'integrazione dei paesi nordici riportava: "È chiaro che l'integrazione dei paesi nordici nel sistema SiS porterà alla ridefinizione dell'intero sistema. All'integrazione dei paesi nordici seguirà una seconda generazione del SYS. Questo nuovo SYS II verrà studiato in modo che l'integrazione dei nuovi paesi membri possa in ogni momento essere tecnicamente possibile."

 

S.C.O.

Istituito nell’ambito del Ministero dell’Interno Dipartimento della P.S., Direzione Centrale Anticrimine, il Servizio Centrale Operativo – S.C.O. che si articola in tre Divisioni.

Il Servizio Centrale Operativo è la struttura Centrale di riferimento per gli Uffici di Polizia Giudiziaria.

In concerto con il Servizio Polizia Stradale, con il quale tiene un diretto interscambio informativo sulle indagini in corso, provvede a coordinare le investigazioni che per natura, per ampiezza, per i soggetti partecipanti alle attività delittuose, risultassero riconducibili ad ambienti legati alla criminalità organizzata.

  • DIVISIONE 1^ S.C.O.

OMISSIS

  • DIVISIONE 2^ S.C.O.

OMISSIS

 

QUESTURE

Nonostante le varie circolari che riconoscono alla Polizia Stradale la competenza specifica nel campo del traffico di veicoli di provenienza illecita, non può non farsi riferimento, specialmente per traffici locali, a quella che rimane l’Autorità Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Presso la Squadra Mobile di ogni Questura è presente un ufficio che si occupa in generale di furti e rapine, in particolare anche dei traffici relativi al furto e riciclaggio dei veicoli.

 

POLIZIA STRADALE

La III Divisione Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale è costituita con Decreto del Ministro dell’Interno del 31.03.98 nell’ambito del Ministero dell’Interno Dipartimento della P.S., Direzione Centrale Polizia Stradale, Ferroviaria, di Frontiera e Postale, Servizio Polizia Stradale.

La III Divisione di P.G. del Servizio Polizia Stradale, ha sede a Roma ed esercita l’attività apicale di intelligence sul fenomeno in parola e sulle iniziative di contrasto che riceve dalle Squadre di P.G. dei Compartimenti Polizia Stradale, quali referenti interprovinciali sia dalle sezioni, sia degli altri organi investigativi della Polizia di Stato per le indagini afferenti i reati in materia di traffico e riciclaggio di veicoli stradali, inoltre provvede all’elaborazione dei dati acquisiti, ed  in particolare:

Analisi del fenomeno criminoso, delle connotazioni strutturali delle organizzazioni operanti in tale ambito, delle loro modalità operative e delle rotte del traffico dei veicoli rubati;

L’elaborazione delle strategie generali di contrasto e lo studio delle metodologie operative appropriate alle singole tipologie dell’illecito traffico;

La programmazione, unitamente alle competenti articolazioni dipartimentali, delle attività addestrative e di aggiornamento professionale, a livello centrale e periferico.

  • SQUADRE COMPARTIMENTALI POLIZIA STRADALE

  • SQUADRE SEZIONALI POLIZIA STRADALE

  • UNITA’ DI P.G. AUTOSTRADALI

OMISSIS

 

Per gli uffici di Polizia, con competenza nazionale e internazionale, che nel mondo si interessano in modo specifico dei reati riguardanti il furto e riciclaggio dei veicoli vedansi le relative pagine START di ogni Stato.

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